Marketing Intelligence

Il processo informativo di Intelligence a supporto delle ricerche di marketing, applicato principalmente per conoscere la composizione e le dinamiche di un particolare mercato ed il livello di competitività delle società leader

Sunday, November 28, 2010

Ragioni e vantaggi della Cooperative Intelligence: il significato strategico del competere alleandosi

http://cooperativeintelligenceblog.com/2010/10/23/why-cooperative-intelligence-an-extreme-presentation/

L'autrice del post e della presentazione è Ellen Naylor (http://www.thecisource.com/about)

http://www.thecisource.com/
http://cooperativeintelligenceblog.com/

Probabilmente le società debbono ripensare i sistemi di produzione e commercializzazione, ed nella società globalizzata contano, e conteranno sempre di più, i meccanismi cooperativi con cui varie imprese alleandosi riescono a condividere obiettivi, risorse, rischi.

Labels: , , , ,

Tuesday, April 14, 2009

Il progetto di marketing turistico della regione Valle d'Aosta: costruire un sistema di offerta competitivo, senza logiche di short-time



Commento una notizia pubblicata da pochi giorni dall'Ansa:

AOSTA, 11 APR. 2009 - Presentato da qualche settimana, il nuovo piano di marketing studiato per rilanciare il turismo in Valle d'Aosta individua l'offerta da promuovere per andare alla conquista di nuovi mercati a livello mondiale. I settori capaci di attrarre nuovi flussi turistici sono rappresentati da sci alpino e scialpinismo, sport estremi, mountain bike, trekking, alpinismo, volo libero, traversata del Monte Bianco nonché la filiera del lusso e i castelli. Al loro fianco lo studio segnala prodotti valdostani 'connotanti', ovvero risorse in grado di affrontare i mercati europei e suscitare grande attenzione nei territori di prossimità. Si tratta di: parchi, natura e ambiente; enogastronomia, prodotti tipici, Saveurs du Val d'Aoste; Kite ski e altre discipline estreme; scalata su ghiaccio; golf e snow golf; turismo religioso; grandi eventi della tradizione; rafting, canoismo, torrentismo; benessere. Un ruolo importante nelle strategie di promozione turistica é rivestito dalla comunicazione. Pertanto, "occorre una comunicazione di marca che rafforzi la notorietà e la intrecci con quella dei prodotti di eccellenza, non solo turistici, della Valle d'Aosta, ma anche una comunicazione on-line che, in modo integrato, sia in grado di raggiungere i segmenti e le nicchie interessate ai prodotti turistici specializzati". Il piano individua anche i potenziali mercati d'interesse: Emilia-Romagna, Toscana e Lazio, oltre che la regione francese Rhone-Alpes, giudicati "mercati molto interessati alla proposta valdostana e, più in generale, alla montagna. E poi: "Piemonte, Lombardia e Liguria sono mercati che già conoscono la realtà valdostana ma estremamente sensibili a tutte le nuove proposte". Inoltre i famosi mercati a 'medio raggio' (Francia, Svizzera, Belgio, Olanda, Germania, Spagna) "che richiedono lo sviluppo di un marketing orientato al largo pubblico", e altri (Gran Bretagna e Russia) per i quali "l'accordo con i tour operator è essenziale e insostituibile". Infine - è spiegato nel piano - i mercati 'lontani' come Usa, Giappone, Canada e Australia "interessati ai prodotti turistici più rari". (ANSA).

La Valle d'Aosta ha curato un programma di marketing, superando il limite italiano dello short-time: di solito, nel turismo come in molti altri settore, si misurano le performance e si cerca di ricavare una redditività praticamente immediata, non comprendendo come - spesso - le crisi attuali siano il risultato del pressappochismo di ieri....

Le strategie dovrebbero sempre puntare al medio-lungo periodo, per poter migliorare progressivamente il sistema di offerta con nuovi prodotti e nuovi servizi, e per poter costruire ed eseguire programmi operativi di un certo respiro. La Regione Valle d'Aosta sembra voler progettare il proprio futuro nell'offerta turistica, definendo con una serie di modelli operativi le azioni di customer targeting.

Labels: , , , ,

Sunday, March 01, 2009

Nokia e la convergenza delle tecnologie per la mobilità

Il fenomeno della convergenza fra tecnologie IT e TLC è "esploso" negli ultimi tre anni, e dal livello ICT si sposta sempre più rapidamente verso il livello business, intervenendo nell'influenzare (o nel condizionare) le strategie di (ri)posizionamento delle imprese di telecomunicazioni e le politiche di investimento delle società produttrici di device hardware (terminali UMTS, notebook ormai "superati" dai netbook). La società finlandese Nokia, leader mondiale nella telefonia mobile, probabilmente cercherà di sottrarsi all'arena competitiva del mercato dei terminali telefonici per dirigere alcuni investimenti nell'espansione delle proprie linee di business. Nokia potrebbe indirizzare la propria ricerca verso il segmento dei netbook, allo scopo di riposizionare la propria offerta di cellulari evoluti e di progredire la gamma degli smartphone, ormai pronti al salto evoluzionale. Rispetto ai primi anni 2000, infatti, i telefoni mobili si sono trasformati con nuove funzionalità multimediali, ed arricchiti di applicazioni: Nokia con questa scelta potrebbe diversificare le proprie strategie di marketing, imponendo il proprio brand in un segmento di fatto nascente, che in prospettiva potrebbe semplificare la diffusione dei micro-computer, grazie anche a politiche di prezzo notevolmente differenti rispetto al recente passato. E Nokia, inoltre, potrebbe velocizzare il proprio progetto di marketing sfruttando le proprie reti di distribuzione diretta, gli accordi di vendita indiretta, e le comunità di utenti.

Labels: , , , , , , , , ,

Sunday, February 15, 2009

Ricerca sulla Competitive Intelligence in Svizzera

Una ricerca condotta nel 2008 sull'utilizzo della Competitive Intelligence, in Svizzera, ha concluso che sono diversi i settori industriali che ricorrono all'analisi sulla concorrenza, adottando anche tecniche di ricerche sui brevetti (patent competitive intelligence). In questo modo le imprese possono consultare vere e proprie banche dati (ad esempio l'archivio USPTO per gli Stati Uniti d'America, l'Ecla per conoscere il sistema di classificazione dell'Unione Europea, l'Ufficio Brevetti Europeo EPO), per individuare propri concorrenti internazionali e sviluppare dei veri e propri dossier. In Svizzera sono numerose le imprese che, da anni, impiegano metodi di segmentazione dei brevetti e strumenti di information retrieval: oltre alle società appartenenti ai settori tecnologico, chimico e farmaceutico (praticamente "obbligate" a confrontarsi ed a misurarsi con la concorrenza diretta, in quanto si tratta di ambiti industriali dove l'innovazione deve essere continuativa per poter sostenere la competitività, e dove le attività di ricerca e sviluppo sono essenziali, e condizionano le strategie), in Svizzera anche alcune imprese finanziarie hanno creato dei dipartimenti di CI. A dimostrazione che l'innovazione è, senza dubbio, il risultato delle azioni di ricerca e di sperimentazione, ma deve essere gestita ed indirizzata dentro precise strategie che tengono debitamente conto dei comportamenti noti e dedotti dei concorrenti. La ricerca, infine, illustra le categorie degli utenti che, nelle organizzazioni aziendali, ricorrono ai servizi informativi CI: sono principalmente esperti di strategie internazionali e di organizzazioni aziendali, di marketing, di business development, oltre ai responsabili delle specifiche linee industriali (in particolare nei campi delle biotecnologie, delle nanotecnologie, della chimica farmaceutica, della diagnostica).

Labels: , , , , , , ,

Monday, December 29, 2008

La Competitive Intelligence sarà sempre più integrata nei processi aziendali di Marketing

Segnalo un evento che avrà luogo ad inizio gennaio '09 negli USA (San Francisco), per sottolineare come, all'estero, la funzione di competitive intelligence risulti praticamente intrinseca al marketing analitico e strategico, tanto da esserne uno strumento rilevante per poter comprendere gli ambienti esterni ad un'impresa e poter prevedere alcuni fenomeni competitivi. Si tratta di un workshop AMA focalizzato sui servizi di C.I. per irrobustire la market intelligence ed il benchmarking, allo scopo di illustrare ai partecipanti quanto sia di valore l'intelligenza competitiva per poter ipotizzare gli scenari e per poter formulare delle previsioni strategiche. Nel workshop il marketing sarà discusso come "A Consultancy to the Company", come quell'indispensabile agente informativo capace di fornire analisi di scenario e rapporti sulla concorrenza, ma anche utile per il board quando si debbono disegnare delle traiettorie strategiche e si deve costruire il futuro di una società.

Labels: , , , ,

Sunday, September 21, 2008

Evento > Smart Profit Growth (Strategy Forum dell’ufficio di Milano di SKP)

La società di consulenza Simon - Kucher & Partners, specializzata in strategie aziendali e di marketing, ha organizzato per il 25 settembre 2008 un seminario a Milano sul Pricing come leva strategica per incrementare la redditività aziendale. Il seminario servirà a chiarire le differenze tra i sistemi di pricing tipicamente cost-based e le tecniche di pricing volte a ottimizzare le vendite e migliorare le performance finanziarie. Sarà un'opportunità per conoscere i consulenti SKP e le loro metodogie di pricing, e probabilmente per capire il ruolo dell'information technology e della business intelligence nelle loro attività di supporto alle imprese clienti.

Strategy Forum
Smart Profit Growth
Milano, 25 settembre 2008 - h. 16:30
Grand Hotel Gallia

Per conoscere il programma e le condizioni di partecipazione, si può consultare il sito della società Simon - Kucher & Partners

Labels: , , , , ,

Saturday, January 05, 2008

Il knowledge management nelle imprese deve essere un obiettivo strategico: le informazioni devono fornire nuova conoscenza, per elaborare le strategie

Nel 2008 sono in programma diversi meeting sulla gestione delle informazioni, e sul loro migliore utilizzo nelle organizzazioni aziendali, per poter condurre ricerche di mercato, benchmark competitivi, pianificazioni industriali, analisi strategiche.

La tecnologia informatica ha raggiunto nuovi, importanti, risultati, sia per la storicizzazione dei dati (sempre più numerosi, con una quantità che impatta sui sistemi di storage), sia per la consultazione dei dati (in quanto un fattore di notevole complessità é proprio rappresentato dalla difficile interrelazione dei diversi datastore, e dalla necessità di gestire anche una sincronia dei feed che possono alimentare gli archivi, in modalità 'real time' e 'near real time').

Ma, nonostante la scienza informatica abbia compiuto progressi veramente interessanti, il governo delle informazioni rimane un serio problema: un sondaggio online promosso su CRM Today - http://www.crm2day.com/ (Contact Solutions Ltd), per conoscere l'opinione della comunità internet sulle principali difficoltà che limitano gli utenti nelle attività di ricerca delle notizie e delle informazioni (what inhibits the succesful use of consumer data?), ha visto l'affermazione delle seguenti ipotesi:

- gli utenti non sempre trovano le informazioni nel momento esatto del bisogno (getting data to users when they need it),
- nelle organizzazioni, al crescere delle dimensioni dei datastore, non segue un mantenimento adeguato dei livelli di qualità dei dati: questa situazione indubbiamente produce un degrado di attendibilità nei sistemi di consultazione, compromettendo le elaborazioni e le conseguenti conclusioni (maintaining data quality),
- gli utenti talvolta possono avere difficoltà nell'accedere, in tempo reale, alle informazioni di cui hanno un bisogno pressochè immediato (having real-time access to it),
- alcuni vincoli legali, e la maggiore richiesta di conformità (in particolare nelle banche, nelle istituzioni finanziarie, nelle compagnie assicurative), possono produrre un innalzamento, quasi inevitabile, della complessità: ad esempio a causa delle regole che stabiliscono la conservazione e la protezione dei dati (compliance issues).

Marco Varone si chiede quanto sia attuale, oggi, il knowledge management: la risposta proviene dal mercato, dall'aumento nella concorrenza, dalla crescente necessità di molte imprese di conquistare nuove quote di mercato (non solo attraverso tentativi di internazionalizzazione dell'offerta), dall'esigenza per alcuni leader di rivedere le proprie strategie di produzione. Se il knowledge management deve realmente agevolare le imprese nella consultazione dei dati disponibili, e nella costruzione di nuovi scenari e simulazioni con cui ipotizzare le azioni strategiche, o anche supportare le più immediate attività di analisi della concorrenza o di studio dei comportamenti della clientela, allora le varie funzioni aziendali (chiamate a guidare l'innovazione) dovranno essere messe in grado di lavorare bene, e dovranno esser informate continuamente in modo preciso e soprattutto attendibile.

Stefano Epifani così interveniva, in un'intervista rilasciata a Manlio Castronuovo su partner.it, in merito al knowledge management: "Un tempo era sufficiente fare knowledge management, ossia gestione della conoscenza, intendendo per conoscenza la somma e l'elaborazione delle informazioni e dei dati a disposizione dell'azienda. Oggi invece è sempre più importante non tanto gestire la conoscenza acquisita, ma favorire la creazione di nuova conoscenza, attraverso la comunicazione, lo scambio, l'integrazione delle competenze. In altri termini è fondamentale creare un contesto nel quale i propri professionisti riescano a comunicare al meglio e nel quale tali comunicazioni vengano in qualche modo organizzate così da conservarne il valore. Il termine net economy, in tal senso, non si riferisce soltanto alle reti telematiche, ma ai veri e propri "network" di cervelli che si devono costituire per essere competitivi sul mercato…".

Le imprese dovrebbero considerare, come realmente strategici, gli obiettivi del miglior governo delle informazioni e dello sviluppo di nuova conoscenza. Troppo spesso si parla nelle aziende di "conoscenza del cliente a 360 gradi", di "precisa conoscenza del mercato di riferimento", di "pieno controllo della concorrenza", di "certezze sull'immediato futuro": bisognerebbe verificare quali siano le fondamenta di tanta sicurezza, visto che molte imprese non misurano in modo attento i livelli di attendibilità e pertinenza delle informazioni a loro disposizione, su cui poggiano una gran parte delle loro "verità".

Labels: , , , , , , , , ,

Wednesday, January 02, 2008

Tourism Innovation Day 2008


Il settore turistico dipende sempre più dall'innovazione tecnologica: il cambiamento maggiore che si é registrato negli ultimi anni é stato il canale internet come ambiente informativo (prima parte degli anni '90) e transattivo (dalla seconda metà degli anni '90, con il boom che si é avuto in modo significativo dai primi anni 2000. I Paesi che per primi hanno favorito l'adozione delle tecnologie nella realtà pubblica ed in quella privata, hanno ottenuto un indubbio vantaggio competitivo, raggiungendo interessanti livelli di innovazione. Il cambiamento infatti non dipende dalla semplice adozione delle tecnologie, o comunque non può limitarsi solamente ad implementazioni particolari: deve essere un processo pluriennale di change management a guidare l'innovazione, e deve unire nello sforzo attori pubblici e privati, per poter produrre risultati diffusi e soprattutto duraturi.

Siamo arrivati ad un punto in cui lo sviluppo dei prodotti e dei servizi turistici é sempre più collegato a strategie di marketing ed a programmi politici: a livello nazionale per poter sviluppare un senso ampio di credibilità e fiducia, ovviamente a livello locale/regionale per poter coordinare i piani di promozione, in maniera di poter soddisfare un numero interessante di stakeholder.

Ma lo sviluppo del turismo é, proprio come detto all'inizio dell'intervento, sempre più dipendente dalla tecnologia: l'uso appropriato delle nuove soluzioni mobile e digitali, in applicazioni ad esempio

> per la prenotazione ed il ticketing,
> per la promozione on line e la presentazione di mappe geografiche interattive,
> per la registrazione delle esperienze dei visitatori (customer experience, customer intelligence),
> per lo studio dei sistemi di offerta di territori/stati concorrenti (market research),
può determinare il successo di complesse strategie di marketing territoriale.

La manifestazione, giunta alla sua sesta edizione, é organizzata dal Tourism Innovation Group - TIG: si tratta di un gruppo di imprenditori, mossi dal comune interesse di potenziare il sistema di offerta turistica della Scozia, attraverso un percorso di cambiamento organizzativo e tecnologico.

Si terrà il 28 Febbraio 2008 a Hampden Park, Glasgow.

Labels: , , , , , , , ,

Monday, November 12, 2007

Come un'impresa italiana si appresta a divenire un leader mondiale: la strategia competitiva internazionale della AICON

Le imprese italiane sono chiamate ad integrarsi nei sistemi economici internazionali, per poter avere chance di sviluppo dal fenomeno mondiale della globalizzazione. La competitività di un'impresa nazionale che ambisce ad un ruolo di leader di settore non può più essere misurata solamente dal valore della propria quota del mercato italiano: le imprese italiane dovranno, rapidamente, pianificare in termini strategici lo sviluppo dell'offerta per i mercati esteri. Le imprese sono ormai "obbligate" dalla pressione concorrenziale interna ed esterna al Paese a rinnovarsi, a rivedere la progettazione e la produzione, la ricerca e sviluppo, l'attività delle funzioni di marketing e sales.

Nel mese di agosto era stata presentata la storia di successo della società AICON. Alla fine del mese di ottobre la società AICON ha presentato alla comunità finanziaria il piano industriale quadriennale (2008-2011).

Gli investimenti saranno principalmente destinati
  • al potenziamento della capacità produttiva,
  • all'innovazione grazie allo sviluppo di nuove attività di ricerca e sviluppo,
  • al miglioramento dei servizi di assistenza alla clientela ('arricchimento' del post vendita in un settore, del lusso, dove le relazioni debbono essere curate quasi meticolosamente),
  • infine alla valorizzazione delle attività internazionali di marketing con l'apertura di tre sedi (Londra, New York, Shanghai).
La società nel perseguire il proprio disegno strategico di crescita commerciale internazionale, é interessata al completamento delle lineup (probabilmente per offrire nuovi prodotti ad un numero maggiore di segmenti), arricchendo la gamma di imbarcazioni a marchio Aicon e a marchio Morgan.

Ma Aicon non solo vuole intervenire sull'ampiezza e sulla profondità del portfolio di offerta, vuole anche percorrere una strategia di brand management lanciando due nuovi marchi per la produzione di "High Performance Yachts" e di "Long Range Maxi Yachts". Quindi una strategia di innovazione nel segno delle tecnologie, della progettazione, del branding, del marketing.

"Aicon si aspetta una forte crescita del segmento della nautica di lusso, trainata soprattutto dai grandi player che presentano trend di crescita superiori alla media di mercato. Il settore è d'altra parte molto frammentato e si assiste a un processo di progressiva aggregazione dell'offerta.In questo contesto, la società punta a consolidare la propria posizione sia sul mercato nazionale sia sui mercati internazionali, con l'obiettivo di diventare, nei prossimi quattro anni, uno dei primi operatori mondiali nel settore di riferimento" (fonte: MilanoFinanza).

Labels: , , , , , , , ,

Saturday, November 03, 2007

La ricerca dell'Economist Intelligence Unit sul Web 2.0 e l'attenzione delle grandi imprese, non solo IT

Dalla ricerca condotta da Jeanette Borzo, Contributing Editor presso l'Economist Intelligence Unit, si conosce la crescente consapevolezza sul Web 2.0 da parte delle grandi imprese. Lo studio, intitolato "Serious Business: Web 2.0 Goes Corporate" (How Web 2.0 tools and trends are breaking out of the IT industry), si é basato su una survey quantitativa che ha richiesto la collaborazione di circa 400 senior executive. In media le imprese che hanno collaborato alla raccolta dei dati producono un fatturato superiore al miliardo di dollari statunitensi; il 40% circa sono aziende USA, il resto é diviso abbastanza equamente da aziende europee ed asiatiche.

Le evidenze della ricerca: gli executive conoscono il 'fenomeno' Web 2.0, ma non sempre hanno compreso in cosa consista e quali siano le potenzialità dell'applicazione di nuovi strumenti internet nei processi di advertising e di contatto con il cliente (pre-post vendita). Vedono il web "collaborativo" come una nuova via per abbattere alcuni costi (interni ed esterni), e per generare nuove revenue. Credono che l'impatto del Web 2.0 avrà conseguenze positive per l'intera impresa. Più di un terzo degli intervistati é realmente consapevole delle capacità del Web 2.0, descrivendone la potenzialità come la combinazione di un trio "dirompente":

- contenuti prodotti direttamente dai consumatori (consumer-generated content),
- rete come ambiente pienamente collaborativo (collaboration),
- rete come opportunità di socializzazione, di scambio di idee, luogo per lo sviluppo di riflessioni (social networking).

La conoscenza del Web 2.0 é espressa maggiormente dagli intervistati che appartengono al Corporate Board, che dirigono le funzioni Marketing, Sales, IT e di innovazione strategica, che lavorano per imprese dei settori Media, Publishing, IT, Telco, Entertainment, infine in imprese localizzate negli Stati Uniti ed in Germania.

Chi conosce meno, in azienda, il Web 2.0? sono i middle manager, i professional delle aree Finance, Human Resources, Logistica, Legale, nonchè una disceta parte degli intervistati che lavora per aziende manifatturiere, energetiche, chimiche, governative (public sector).

Gli early adopter usano del Web 2.0: Mash-Up, comunità on-line, Rss, blog, wiki.

La consapevolezza che le tecnologie on-line possano produrre miglioramenti anche nel business model e nella capacità di interagire con l'intero ambiente é diffusa, ma non sempre le imprese si attivano per cogliere le opportunità che il progresso ICT fornisce. Ad ogni modo, é estremamente positivo sapere che i risultati della survey hanno fotografato un mondo in corso di trasformazione, se pensiamo che le grandi imprese si sono lasciata "catturare"; la questione in Italia appare abbastanza diversa, anzi lontana dal quadro rappresentato dalla survey EIU. Il problema del ritardo delle imprese nazionali é solo in parte interpretabile con l'argomento PMI: in realtà le imprese italiane, anche quelle medio-grandi, non hanno ancora colto i significati dell'innovazione business grazie all'adozione delle nuove applicazioni di contatto real-time, e vedono il progresso IT come una leva finalizzata alle vendite.

La mancanza di visione d'insieme, quella sorta di miopia combinata talvolta con presunzione/ignoranza aziendale, é e purtroppo resta il limite #1 delle imprese italiane.

Labels: , , , , , , , , , ,

Sunday, September 16, 2007

Corso Kairos > Sun Tzu e L'Arte della Guerra, una Metafora della Competizione tra le Aziende



"Vincerà chi saprà quando combattere e quando evitarlo;
chi saprà come gestire una forza sia superiore sia inferiore al nemico;
vincerà chi al suo interno sarà animato dallo stesso spirito a prescindere dal rango;
chi si preparerà adeguatamente e saprà cogliere l'avversario impreparato.

Se conosci le tue capacità e quelle del nemico non dovrai temere l'esito di cento battaglie;
se conosci te stesso, ma non il tuo avversario, per ogni vittoria subirai una sconfitta,
ma se non conosci né la tua forza, né quella del rivale, perderai in ogni battaglia
"


Kairos Solutions promuove un training introduttivo sull'approfondimento delle dinamiche che si sviluppano nella competizione tra le aziende, per presentare e spiegare il libro "L'arte della guerra" di Tzu Sun, 'Maestro Sun'.

Il testo é considerato un capolavoro della strategia, applicata in particolare nel settore militare. La società Kairos lo contestualizza nel marketing delle imprese, offrendo l'opportunità ai discenti di interpretare gli insegnamenti di Tzu Sun nel management.

Per informazioni:
http://www.emagister.it/corsi_kairos_solutions-ef53671.htm

Kairos Solutions è una società di comunicazione, formazione e coaching. Si trova a Roma, in via Nemorense.

Labels: , , , , ,

Tuesday, June 19, 2007

Evento > Strategie competitive di marketing

Si tratta di un seminario che si terrà a Torino, venerdì 13 luglio 2007.

Il seminario affronta le seguenti tematiche:
• analisi delle principali strategie competitive che si possono adottare e dei requisiti che ogni impresa deve sviluppare per avere successo nei mercati internazionali;
• gestione delle principali leve del marketing mix (prodotto, prezzo, promozione, distribuzione) per affrontare i mercati internazionali;
• focus su particolari mercati (es. Cina e India).

Labels: , , ,

Friday, June 01, 2007

L'Italia ed il bisogno di innovazione ICT


L'Italia ha un numero considerevole di piccole e medie imprese, e questa "frammentarietà" produttiva, nata anche per soddisfare le grandi imprese (poichè una buona parte delle PMI le vede come principali clienti), é una caratteristica del Paese da molti anni, e per quanto ci si possa augurare un processo di aggregazione, lo rimarrà per altri anni ancora.

Un limite é rappresentato dai loro mercati di sbocco: la moltitudine delle piccole e medie imprese "vende" al mercato italiano, quindi tende a soddisfare il solo mercato interno. Questo fatto porta a riflettere, ormai la società é entrata nel periodo della globalizzazione, e le imprese dovrebbero cercare di aumentare (possibilmente) i loro mercati, puntando allo sviluppo di relazioni di partnership e di business con aziende estere.

L'innovazione ICT può essere di sicuro un fattore abilitante, in alcune circostanze il fattore critico di successo: ma la modernizzazione tecnologica delle PMI, che può partire da una decisa informatizzazione di base, deve essere accompagnata dall'adozione di una visione di tipo internazionale, da nuovi modelli di business, da strategie di produzione e distribuzione dell'offerta, da campagne di marketing ed attività di branding.
Le PMI nazionali possono far meglio, se intendono confrontarsi con i mercati internazionali sono chiamate a migliorare i propri processi di produzione. Come ha scritto Alfonso Fuggetta, Amministratore Delegato CEFRIEL:

" Il Paese ha bisogno di innovare la propria vocazione industriale. Ha bisogno di sviluppare nuovi prodotti e nuovi servizi. L'ICT può giocare in questo processo un ruolo decisivo. Grazie all'ICT si può inserire intelligenza in tutti gli oggetti rendendoli 'intelligenti' ".

L'innovazione ICT può essere la leva ottimale per molte aziende, di qualsiasi dimensione, dalle "micro" alle medie (si presume che le grandi imprese abbiano raggiunto una discreta dotazione di tecnologie informatiche). Se lo stato di salute delle PMI é, nella media, buona, si può pensare che queste siano disposte ad investire nel loro rafforzamento. Una ricerca condotta dall'Associazione Italiana della Produzione (Aip) in collaborazione con il Censis, "Modelli di crescita delle PMI. Ritorno alla competitività tra questione dimensionale, innovazione e internazionalizzazione", ha cercato di individuare i modelli di crescita delle PMI. " Le imprese osservate rivolgono una particolare attenzione al mercato e ai clienti. Sono loro a imprimere la forza per il posizionamento competitivo ed è a loro che le aziende cercano di proporre una gamma sempre più ampia e completa di prodotti e servizi, un’offerta garantita da un marchio e realizzata grazie a tecnologie e know-how in grado di differenziarla ".

Le condizioni per migliorare ci sono, servono alle imprese nazionali una visione di medio termine, internazionale, ed uno spirito di innovazione, che possa incidere sul modo di "fare impresa" e sull'acquisizione di nuove competenze, i "famosi" skill professionali.

Labels: , , , , , , , , , , ,

Saturday, April 28, 2007

Libro > "L'analisi strategica per le decisioni aziendali"


Si segnala un ottimo libro sulla pianificazione di marketing, partendo dagli strumenti dell'analisi strategica e dalla valutazione del vantaggio competitivo.

L'autore é Robert Grant, professore di management alla McDonough School of Business della Georgetown University di Washington.

Il suo Contemporary Strategy Analysis, giunto alla sesta edizione, è uno dei best seller di tutti i tempi del settore ed è considerato il testo di strategia più diffuso tra gli studenti Mba di tutto il mondo. Il libro "L'analisi strategica per le decisioni aziendali" può essere considerato la traduzione, ovvero l'edizione italiana.

Permette infatti di studiare il posizionamento di un'impresa all'interno del proprio settore di riferimento, e di stabilire la migliore business idea oppure di identificare le condizioni più opportune per l'esecuzione delle decisioni strategiche.

> Libro in inglese: "Contemporary strategy analysis"
> Libro in italiano: "L'analisi strategica per le decisioni aziendali" - Il Mulino Editore (2006)

Labels: , , ,

Saturday, March 10, 2007

Segnalazione libro: "Decidere l'innovazione"

Si invita a leggere un testo veramente originale sull'innovazione, argomento che negli ultimi anni é stato troppo collegato con la sola visione tecnologica.



La caratteristica di valore dell'opera: esplorare il significato dell'innovazione vista da professionisti differenti, ciascuno impegnato con un ruolo significativo nel vivere e trasmettere la "cultura del cambiamento". Il libro infatti é stato scritto da 4 esperti, due italiani (Epifani, Sabbadin) e due tedeschi (Hilgenberg, Warschat), tutti impegnati in attività distinte, con competenze specifiche, ma accomunati dalla visione "strategica" del cambiamento.
Il libro offre al lettore una visione multipla sui processi di innovazione, partendo da considerazioni differenti sulle ragioni del cambiamento e sui vantaggi ottenibili, anche in termini competitivi.


La prima parte del libro ("conoscere l'innovazione") é stata sviluppata da Kurt Hilgenberg, consulente pubblicitario, rappresenta le 4 dimensioni dell'innovazione: quella comunicativa, quella cognitiva, quella comportamentale, quella fisica. L'interpretazione é resa possibile dal sistema di knowledge scoring.

La seconda parte ("misurare l'innovazione") é merito di Stefano Epifani, professore universitario ed esperto di economia dell'innovazione, nonchè consulente di numerose imprese ICT: il suo contributo é molto interessante perchè volge l'attenzione alle metriche adottate per valutare il livello dell'innovazione dei Paesi o dei sistemi economici ed industriali, ed alle possibili misure dell'innovazione raggiunta nei prodotti, nei processi, nella funzione marketing, nelle dimensioni organizzative. Epifani conclude il suo contributo con utili considerazioni sul ruolo delle organizzazioni per il buon esito dei processi di innovazione, e sull'importanza della condivisione della conoscenza affinchè si possano coinvolgere le persone a partecipare allo sviluppo del cambiamento.

La terza parte ("valutare l'innovazione") é stata curata da Joachim Warschat, direttore del Fraunhofer Institute: presenta il processo di Innovation Audit, un assessment che può essere realizzato nelle organizzazioni e nelle imprese in circa 6 settimane, per valutarne le capacità di innovazione ed il livello di raggiungibilità degli obiettivi prefissati. Questo contributo esplora anche la misurazione del processo di innovazione, grazie ad un sistema di valutazione continua denominato Innovation Card.

La quarta parte ("disegnare l'innovazione") é stata sviluppata da Edoardo Sabbadin, professore universitario di economia e gestione delle imprese: il tema precipuo é il contributo del marketing nella pianificazione dell'innovazione, con particolari approfondimenti sulle recenti ed attuali funzioni di design del prodotto, comunicazione del brand, promozione dell'offerta. L'autore illustra il valore aziendale del marketing come ideatore delle nuove opportunità, offrendo al lettore validi esempi operativi.

L'opera nel suo complesso é molto interessante: non solo permette di confrontare il pensiero di sviluppo italiano e tedesco, di per sè un arricchimento intellettuale perchè si tratta di un'apertura internazionale, indispensabile per comprendere meglio i processi innovativi che determinano il futuro delle imprese in Italia ed in Germania. Il libro é una riflessione completa su varie forme di innovazione, e tiene conto delle fasi di confronto ambientale, della programmazione strategica, della misurazione della raggiungibilità degli obiettivi, del controllo dei processi di innovazione, fino ad arrivare alla progettazione dei prodotti/servizi ed alla realizzazione dei piani di comunicazione. Senza dimenticare l'importanza del coinvolgimento umano, cioè gli aspetti di formazione-comunicazione-empowerment, leve decisive per innovare, vincendo.

Labels: , , , , , ,