Marketing Intelligence

Il processo informativo di Intelligence a supporto delle ricerche di marketing, applicato principalmente per conoscere la composizione e le dinamiche di un particolare mercato ed il livello di competitività delle società leader

Friday, October 24, 2008

Evento > "Come proteggere e valorizzare l’innovazione sui mercati esteri"

Sono numerose le piccole imprese italiane che hanno avviato progetti di internazionalizzazione: potrebbero essere interessate ai contenuti di un workshop sulla protezione dei diritti di proprietà industriale ed intellettuale, che si terrà mercoledì 12 novembre 2008 ad Imola. E' una iniziativa che si aggiunge ad altre ma, dimostra, l'attenzione crescente delle imprese nazionali, anche piccole, alle questioni di tutela degli asset competitivi come i marchi, i brevetti, il design dei prodotti, il know how specialistico che può determinare il successo delle strategie commerciali.

Proprietà industriale e processi di internazionalizzazione: come proteggere e valorizzare l'innovazione sui mercati esteriPalazzo Sersanti - Piazza Matteotti, 8 Imola (BO), mercoledì 12 novembre 2008

La prima parte del workshop vuole sensibilizzare imprenditori e manager sull’importanza di tutelare in modo adeguato il patrimonio tecnologico e commerciale d’impresa nell’ambito dei processi di internazionalizzazione. Sono previsti interventi di docenti accademici e consulenti in proprietà industriale sui temi riguardanti la tutela dell’innovazione a supporto dei processi di internazionalizzazione, l’analisi competitiva a livello internazionale e la definizione delle strategie di innovazione. La seconda parte del workshop presenta, in una tavola rotonda, le testimonianze di imprese italiane che hanno intrapreso collaborazioni sul fronte produttivo e di sviluppo tecnologico con partner di paesi in via di sviluppo, per discutere le problematiche legate alla tutela della proprietà industriale.

Evento organizzato da INNOVAMI - incubatore tecnologico
[struttura creata a sostegno di aspiranti imprenditori, nata per agevolare lo start up di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico e conoscitivo]
http://www.innovami.it

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Monday, April 21, 2008

Libro > "Se il piccolo non cresce"


Per molti anni le PMI erano considerate un punto di forza del Paese, o comunque un segno distintivo del nostro settore produttivo. Ma quando la globalizzazione ha iniziato a manifestarsi, frutto certamente del progresso delle tecnologie ICT, ed i mercati di riferimento sono divenuti quasi improvvisamente più internazionali che "locali" o "domestici", allora é emerso nella sua serietà il problema della notevole frammentarietà produttiva.

Segnalo un libro del 2004 a cura del Prof. Onida, dal titolo chiaro: "Se il piccolo non cresce. Piccole e medie imprese in affanno". Il testo aiuta a capire come, nello scenario sempre più iper-competitivo, i problemi delle imprese familiari e delle dimensioni societarie siano necessariamente da affrontare, per riuscire a caratterizzare meglio la micro e piccola impresa nazionale, chiamata a "difendersi" dalla concorrenza internazionale (non solo cinese).

Il libro é ben scritto, e consente al lettore di comprendere non solamente le ragioni che purtroppo limitano l'internazionalizzazione della maggior parte delle PMI: nell'ultimo capitolo, dal titolo "prospettive", l'autore chiarisce che nel Paese non esistono solamente grandi imprese (talvolta in crisi), o imprese a carattere familiare (così piccole da non sembrare in grado di competere neppure in termini potenziali); si stanno affermando varie medie imprese, grazie anche alla ricerca e sviluppo ed ai brevetti industriali. Insomma, l'autore ci spiega che può esistere un futuro di innovazione, per quelle aziende decise a migliorarsi, organizzativamente e tecnologicamente. Ma nel concreto, dal 2004 cosa é cambiato nelle imprese? le PMI hanno acquistato fiducia, e soprattutto sono divenute più competitive?
Probabilmente il libro é drammaticamente attuale, e leggerlo oggi potrà indurre a riflettere sulle condizioni del Paese, privo di un progetto veramente diffuso e condiviso che lo possa portare ad un rinnovamento concreto, e non "proclamato".

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Sunday, March 09, 2008

La rivoluzione digitale ha cambiato la società. Internet é una risorsa indispensabile. Una ricchezza per il business. Fino a quando?


All'inizio degli anni 2000 poteva sembrare una decisa esagerazione. I giornali ne parlavano, ovviamente sulle edizioni cartacee. I telegiornali ne parlavano meno, con una certa attenzione agli aspetti scientifici. In tv qualche comico ci scherzava sopra, con ironia ed intelligenza. Oggi é una realtà, é presente nel quotidiano di molti di noi, non ancora alla portata di tutti. Il successo della rete internet é divenuto tale proprio quando é diminuito il clamore che ne ha accompagnato il continuo cammino evolutivo: da piattaforma ICT ad ambiente sociale e professionale abituale, un riferimento semplice.

Sempre nei primi anni 2000 alcuni annunciavano i marketplace, i sistemi BtoB, le soluzioni eCommerce. Era nata la NET ECONOMY. Oggi gli acquisti digitali e l'utilizzo degli strumenti di monetica per eseguire le transazioni commerciali sono una realtà accettata, anche grazie alla diminuzione delle barriere culturali che per un certo periodo di tempo hanno rallentato il successo dei sistemi B2C.

La rete é accettata, meno "segreta", più facile. La gente si é abituata al suo uso, sono in aumento i cittadini digitali (coloro che fin dalla prima educazione ne apprezzano i servizi di ricerca informativa), ed in aumento quelli che la conoscono al punto da valorizzarne le caratteristiche per migliorare la propria attività lavorativa/professionale.

Ma alcune previsioni parlano di una rete divenuta enormemente grande, complessa, a causa della continua crescita dei dati. Leggendo un articolo di Alessandra Carboni - pubblicato sul Corriere della Sera il 20 novembre 2007 - si comprende quanto si sia sviluppata la piattaforma internet.

"Una ricerca condotta dagli studiosi del Nemertes Research Group rivela che da qui a due anni internet potrebbe non riuscire più a sopportare il peso dei nostri movimenti in rete e collassare tragicamente. Il motivo? L'incapacità delle attuali reti di reggere il traffico dati generato sia da parte degli utenti privati che dalle aziende. In particolare, gli analisti prevedono che la responsabilità della paralisi sarà imputabile principalmente ai contenuti web che appesantiscono le connessioni, come video streaming interattivi e trasferimenti di file in modalità peer-to-peer".

Il marketing deve essere grato alla rete, perchè alcune nuove competenze degli specialisti di marketing sono dovute proprio alla notevole disponibilità di informazioni immesse nella rete dai consumatori. E queste informazioni consentono ai marketer di poter integrare la marketing intelligence con l'analisi dei consumatori (consumer insight). Anche i product manager debbono "ringraziare" la rivoluzione digitale, spesso infatti possono conoscere le idee (anche critiche) dei consumatori, e possono migliorare i prodotti commercializzati. Ed i manager della funzione di competitive intelligence dispongono, grazie alla rete, di interessanti dati sulle società concorrenti, informazioni che possono essere aggregate grazie alle tecniche di opensource intelligence.

Il business dipende dalla rete. Se negli anni 2000, anche negli Usa, molte SME non avevano compreso il valore della rete, ed erano lontane dal valorizzarne alcuni servizi nei propri processi produttivi, marketing, commerciali, oggi la realtà é ben diversa. Al punto che numerose imprese sono "agganciate" alla rete.

In pochi anni una rivoluzione si è completata. Oggi quei caratteri rivoluzionari sono scomparsi, perchè presenti fluidamente nella quotidianità, o semplicemente "incapsulati" nei processi di internazionalizzazione più noti come "globalizzazione". Nel 2010 Internet dovrà, forse, superare la sua prima prova di maturità. E, con lei, l'economia della rete.

Nemertes Research Group > http://www.nemertes.com/

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Tuesday, December 04, 2007

Nel settore del software, una società IT italiana intende assumere un ruolo sempre più internazionale: conosciamo meglio Expert System, leader nel KM


Nel mese di luglio, l’Economist Intelligence Unit ha pubblicato un interessante studio sulla competitività nel settore dell'IT: “Benchmarking IT industry competitiveness”. Il rapporto, a cura di Kim Thomas e sponsorizzato dalla Business Software Alliance, si è basato su un modello di benchmarking denominato ‘indice di competitività del settore industriale IT’, ed ha riguardato l’analisi comparata di 64 Paesi.

Marketing-Intelligence aveva pubblicato l’informazione, presentando la ricerca. L'Italia risultava classificata solamente al posto n° 23, abbastanza lontano dalla posizione di vertice. Inoltre, analizzando il modello di benchmarking (situazione economica generale di ciascun Paese, situazione generale dell’infrastruttura IT, "capitale" umano e programmi nazionali per lo skill shortage, investimenti pubblici e privati in R&S, supporto governativo allo sviluppo ed all’internazionalizzazione delle imprese IT), si comprendeva la situazione dell’industria IT italiana.

Sempre nel 2007, esattamente a giugno, AITech-Assinform presentava il rapporto annuale sull'Information & Communication Technology. Il Presidente di AITech-Assinform, Ennio Lucarelli, interveniva così nel corso della presentazione del rapporto: “si sta aprendo una fase dell'economia mondiale in cui la capacità di ricercare, produrre, offrire sul mercato innovazione informatica rappresenterà un valore aggiunto sempre più strategico nella competizione internazionale, a cui l'Italia non può rinunciare, ma anzi deve trovare la via per valorizzare e potenziare le sue capacità innovative. Il Paese dovrà strategicamente acquisire know-how e brevettare nuovo software e nuove applicazioni, che potrebbero poi essere proposti sul mercato internazionale. Senza una specifica azione mirata a produrre in Italia innovazione informatica si rischia, infatti, che l'attuale crescita economica generi una domanda che potrà essere soddisfatta acquistando tecnologie per la maggior parte realizzate all'estero”.

La ricerca EIU, il rapporto AITech-Assinform, insieme agli indicatori EUROSTAT, OCSE, European Innovation Scoreboard, confermano purtroppo la dipendenza maggiore dell’Italia dalle importazioni di tecnologia e di innovazione: in particolare, nel settore IT, sono scarsi i brevetti e le licenze delle imprese italiane, al punto da essere quasi inesistenti rispetto ai Paesi leader europei.

Ne consegue che l’Italia, importa in misura notevole tecnologie e servizi informatici, con un deficit significativo in innovazione. Nel 2006 AITech-Assinform commentava così l’internazionalizzazione (scarsa) dell’industria italiana di Information Technology: "aziende italiane dell’IT: meno del 9% svolge attività all'estero; solo il 24% ricorre all’aggiornamento del know-how in tempo reale i mercati esteri più sviluppati; circa il 40% collabora con aziende straniere per attività di sviluppo congiunto”.

La società italiana Expert System, con una specializzazione nel produrre proprie soluzioni ad alta tecnologia informatica, si distingue, con merito: in mercati sempre più caratterizzati dalla globalizzazione e dalla pressione della concorrenza internazionale, Expert System è riuscita negli ultimi anni a trovare interessanti opportunità di sviluppo del proprio brand e di sbocco della propria offerta su nuovi mercati. La società si è affermata a livello nazionale ed internazionale, lo testimonia l’inserimento nel prestigioso “KMWorld 100”. Unica azienda IT italiana presente, tra le poche ad aver studiato alcune opzioni strategiche per potersi misurare con nuovi mercati di sbocco e per poter entrare in nuovi mercati geografici. Infatti Expert System è coinvolta nella conduzione di piani di differenziazione e diversificazione.

Per affermarsi in Italia ed all’estero, su cosa ha puntato Expert System? Sulla formazione, sulla conoscenza, sull’innovazione. Marketing-Intelligence ne discute con l’A.D. Stefano Spaggiari, per conoscere i principali elementi strategici che Expert System si propone di attuare, per affermarsi sempre di più a livello internazionale.

Ing. Spaggiari, iniziamo con una presentazione dell’azienda, una società importante nel settore IT. Qual è il ruolo di Expert System?
“Expert System è leader nello sviluppo di software per la gestione dei documenti con analisi linguistica e comprensione semantica. La posizione di leader è stata evidenziata anche dalla recente inclusione nella lista delle 100 imprese che meglio, a livello mondiale, intervengono nel Knowledge Management. L’appartenenza a questo gruppo è il risultato di un percorso iniziato da tempo. E’ il successo della piattaforma innovativa di Expert System per la gestione “strategica” della conoscenza. E’ il risultato della ricerca che l’azienda conduce, con la collaborazione delle università di Napoli, Trento, Venezia per l’utilizzo di tecniche linguistiche. Expert System nell’ultimo periodo ha avviato inoltre alcune collaborazioni anche con le università di Modena e Bologna, collaborazioni finalizzate all’acquisizione e potenziamento di skill tecnologici”.

Quale la missione?
“La società fa della gestione "intelligente" delle informazioni non strutturate il proprio core business. Infatti Expert System ha la missione di trarre il massimo valore dall’applicazione della tecnologia linguistica nella gestione della conoscenza. Tutti i prodotti per il Knowledge Management e l'Information Mining sono basati su Cogito, la nostra piattaforma per la comprensione semantica della lingua”.

Come Expert System “vede” il proprio sviluppo strategico. Qual’è la vostra visione ‘guida’?
“Partiamo indubbiamente dalla consapevolezza di essere migliorati nel tempo. Abbiamo la volontà di proseguire ad affermarci nella Semantic Intelligence, fornendo appunto tecnologie semantiche per la gestione della conoscenza. Expert System è particolarmente attenta all’affermazione di nuovi paradigmi per la gestione della conoscenza ed all’osservazione del cosiddetto ‘web 2.0’, ma anche prudente nel formulare previsioni di profonde innovazioni mediante gli strumenti semantici. Ci vorrebbe più moderazione sulla semantica, per evitare di accrescere aspettative di successo da tempo annunciate. Per il nostro futuro, puntiamo a migliorare l’organizzazione semantica della conoscenza nelle organizzazioni come le imprese o la pubblica amministrazione”.

In Italia la leadership di Expert System nel KM è un fatto certo. Il KMWorld 100 cosa significherà per voi?
“Vediamo il futuro sempre più cross border: certamente all’estero la partita è più dura, per una società IT. Paghiamo la difficoltà che si incontra nel comunicare la credibilità di una società italiana, in linea con le difficoltà del Paese di passare per innovatore. Siamo comunque soddisfatti dell’immagine della società all’estero: riceviamo sempre più spesso inviti e proposte di collaborazione. Per aprirci al confronto internazionale, siamo supportati da alcuni responsabili commerciali che operano direttamente negli Stati Uniti, mercato per noi notevolmente strategico”.

Qual'è il significato di Cogito, nei vostri piani di sviluppo internazionale?
“Cogito è il cuore della nostra offerta di strumenti tecnologici per il Knowledge Management. E’ una piattaforma modulare, in corso di continuo sviluppo. Siamo partiti dalla realizzazione delle soluzioni di text mining su base semantica, per arrivare alla gestione delle informazioni destrutturate ed alla loro migliore interpretazione. Oggi Cogito interviene per la valorizzazione del patrimonio informativo delle organizzazioni, e si compone di varie applicazioni che consentono ai clienti di soddisfare le esigenze delle funzioni aziendali, come il marketing, l’operation, il risk management. Cogito si avvale di una propria rete semantica, il Sensigrafo, che conta oltre 520mila concetti.. Nel prossimo futuro vorremmo estendere la piattaforma attraverso due indirizzi: il primo finalizzato alla possibile affermazione del valore tecnologico, continuando lo sviluppo del Sensigrafo, il secondo volto ad una più ampia differenziazione della modalità di uso, specializzando l’implementazione della tecnologia per nuovi obiettivi delle funzioni business e corporate”.

Può descrivere la vostra strategia per il consolidamento della posizione d'avanguardia?
“Il consolidamento è chiaramente intrinseco allo sviluppo delle attività. Grazie al confronto con il mercato USA, ai rapporti internazionali e alle collaborazioni con il mondo accademico, Expert System ha rivisto il proprio modello di business: indubbiamente, grazie all’affermazione delle nostre soluzioni in diversi mercati, siamo passati da obiettivi di sperimentazione a progetti di verticalizzazione, ovvero progetti di applicazione strategica delle soluzioni. In questo modo accresce la capacità di fornire non solo soluzioni all’avanguardia da un punto di vista tecnologico, ma anche destinate ad essere specializzate per target”.

E le particolari aree di eccellenza di Expert System?
“Expert System si qualifica per tre caratteristiche. Posso citarle brevemente, quasi riassumerle: le tecniche linguistiche, su cui la società ha creato appunto una piattaforma semantica; l’intelligence informativa, per offrire alla clientela soluzioni tecnologiche ed organizzative per il Knowledge Management; il posizionamento verticale, per presentare le soluzioni basate sulla nostra piattaforma a particolari aree di mercato, e soddisfare direttamente le esigenze del business”.

Con l’evoluzione del web quale contributo può offrire Expert System nel campo della marketing intelligence?
“La nostra azienda sta certamente sviluppando nuove applicazioni adatte al cosiddetto ‘web 2.0’: come noto, la rete negli ultimi anni si è animata, sono cresciute le opportunità di dialogo, abbiamo assistito all’affermazione dello user generated content, cioè di un contenuto costruito ed immesso nella rete da milioni e milioni di utenti, in tutto il mondo. Questo fenomeno, così globale, richiede alle aziende desiderose di studiare i propri segmenti di clientela target una particolare capacità di ascolto. Una capacità che deve essere necessariamente supportata da strumenti nati per soddisfare progetti di knowledge management. Non si può credere che l’ascolto attento della rete sia un monitoraggio episodico di alcuni siti, magari un’attività da affidare a qualcuno. L’esplosione della rete, di questo network sempre più sociale perché capace di attrarre ogni giorno più visitatori, richiede alle aziende una giusta attenzione. Quasi impegna le aziende a cogliere tutti i segnali, disponibili nella rete pubblica, che di fatto determinano lo scenario di mercato in cui l’impresa vive. La valorizzazione delle nuove forme di comunicazione e di relazione consente, grazie all’adozione di una piattaforma di knowledge management, di estrarre valore dai differenti canali di contatto cliente-impresa, e di utilizzare meglio le informazioni sulla clientela”.

E nella competitive intelligence?
“L’esempio migliore riguarda il progetto per un importante gruppo industriale che opera nel settore dei pneumatici: Expert System ha progettato e realizzato un sistema di monitoraggio continuo della concorrenza, valutando alcuni dati pubblicati in diversi Paesi (prezzi, livelli di qualità percepita dalla clientela). Questo utilizzo sistematico degli strumenti di monitoring ha consentito al marketing dell'impresa di elaborare, successivamente, i data flow in modo qualitativo e quantitativo”.


Expert System
http://www.expertsystem.it/
Immagine: schema della piattaforma Cogito, la soluzione che implementa la tecnologia semantica

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Monday, November 12, 2007

Come un'impresa italiana si appresta a divenire un leader mondiale: la strategia competitiva internazionale della AICON

Le imprese italiane sono chiamate ad integrarsi nei sistemi economici internazionali, per poter avere chance di sviluppo dal fenomeno mondiale della globalizzazione. La competitività di un'impresa nazionale che ambisce ad un ruolo di leader di settore non può più essere misurata solamente dal valore della propria quota del mercato italiano: le imprese italiane dovranno, rapidamente, pianificare in termini strategici lo sviluppo dell'offerta per i mercati esteri. Le imprese sono ormai "obbligate" dalla pressione concorrenziale interna ed esterna al Paese a rinnovarsi, a rivedere la progettazione e la produzione, la ricerca e sviluppo, l'attività delle funzioni di marketing e sales.

Nel mese di agosto era stata presentata la storia di successo della società AICON. Alla fine del mese di ottobre la società AICON ha presentato alla comunità finanziaria il piano industriale quadriennale (2008-2011).

Gli investimenti saranno principalmente destinati
  • al potenziamento della capacità produttiva,
  • all'innovazione grazie allo sviluppo di nuove attività di ricerca e sviluppo,
  • al miglioramento dei servizi di assistenza alla clientela ('arricchimento' del post vendita in un settore, del lusso, dove le relazioni debbono essere curate quasi meticolosamente),
  • infine alla valorizzazione delle attività internazionali di marketing con l'apertura di tre sedi (Londra, New York, Shanghai).
La società nel perseguire il proprio disegno strategico di crescita commerciale internazionale, é interessata al completamento delle lineup (probabilmente per offrire nuovi prodotti ad un numero maggiore di segmenti), arricchendo la gamma di imbarcazioni a marchio Aicon e a marchio Morgan.

Ma Aicon non solo vuole intervenire sull'ampiezza e sulla profondità del portfolio di offerta, vuole anche percorrere una strategia di brand management lanciando due nuovi marchi per la produzione di "High Performance Yachts" e di "Long Range Maxi Yachts". Quindi una strategia di innovazione nel segno delle tecnologie, della progettazione, del branding, del marketing.

"Aicon si aspetta una forte crescita del segmento della nautica di lusso, trainata soprattutto dai grandi player che presentano trend di crescita superiori alla media di mercato. Il settore è d'altra parte molto frammentato e si assiste a un processo di progressiva aggregazione dell'offerta.In questo contesto, la società punta a consolidare la propria posizione sia sul mercato nazionale sia sui mercati internazionali, con l'obiettivo di diventare, nei prossimi quattro anni, uno dei primi operatori mondiali nel settore di riferimento" (fonte: MilanoFinanza).

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Sunday, October 21, 2007

Il marketing nautico é fondamentale per le imprese che operano in un settore ad alta competitività internazionale

Nell'era della globalizzazione, si registra la progressiva affermazione di un settore industriale nazionale da sempre orientato all'internazionalizzazione, quello della nautica.

L'osservatorio sul mercato nautico così presenta lo scenario: il settore della nautica da diporto ha manifestato, negli ultimi anni, una notevole dinamicità, sia in termini di crescita della domanda, sia in termini di sviluppo dell'offerta. E' di notevole importanza il dato della produzione, che ha avuto nel 2006 una crescita di circa il 9%, e con un contributo al PIL superiore ai 2 miliardi di euro.

Il marketing nautico si appresta a divenire un nuovo fattore critico, per il successo internazionale dell'industria italiana.

In generale gli skillset delle professionalità che operano in questo settore sono:
- figure professionali business (rete di vendita, retail e wholesale e marketing);
- figure professionali dedicate al prodotto ed allo sviluppo creativo (stile e design di prodotto);
- figure dell'area operatons (produzione, pianificazione, controllo di qualità, logistica;
- figure di staff & support, (amministrazione, finanza&controllo, risorse umane, comunicazione, relazioni esterne, store planning).

Fonti consultabili per approfondimenti:
- Oss. Mercato Nautico, a cura della Facoltà di Economia dell'Università di Roma di Tor Vergata
- Il Sole 24 Ore - Luxury24/Mode&Stili a cura di Paola Bottelli

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Friday, August 03, 2007

Le società italiane ed i mercati esteri: l'esempio di AICON, leader nel mercato del lusso


Nel mondo globalizzato non basta più posizionare la marca nei mercati internazionali, per poter conquistare nuovi Paesi serve una presenza estera forte, bisogna condurre un'intensa attività di business development oltre i confini nazionali: solamente in questo modo le aziende nazionali potranno intensificare le loro relazioni cross-border, promuovendo i propri brand e cercando di aumentare i propri giri di affari.

Un settore che richiede la maggiore presenza é indubbiamente quello del lusso: in questo contesto sono fattori di successo le idee, il design con cui si progettano i prodotti, il marketing con le cui ricerche di segmentazione si analizzano i target e con le cui strategie di comunicazione si comunicano i valori dell'offerta.



La società AICON ha deciso di "affrontare" il mercato internazionale: in un articolo MF-DJ si legge che "Aicon e' in procinto di trasferire a Londra le funzioni marketing, comunicazione, direzione commerciale e direzione generale mentre la produzione degli yacht, ossia uffici tecnici e cantiere, restera' a Messina". Secondo l'articolo "c'e' una precisa valutazione di natura commerciale. I mercati emergenti rappresentano una fetta sempre piu' ampia dei ricavi consolidati e la clientela proveniente da Russia, Cina, Medio Oriente e India tende a concentrare la propria presenza nella capitale inglese, diventata peraltro la capitale mondiale della finanza.
Per un costruttore di barche, il cui prezzo unitario medio e' dell'ordine delle decine di milioni di euro, Londra e' quindi diventata la piazza ideale, se non obbligata, per reperire sia nuovi clienti che fonti di finanziamento per la propria strategia di espansione".

L'internazionalizzazione delle aziende nazionali non può limitarsi al branding esterno all'Italia, agli accordi di partnership commerciale con cui si possono delegare i compiti di rappresentanza, e neppure alla delocalizzazione produttiva: le imprese italiane dovranno considerare propedeutico al piano di crescita il trasferimento delle funzioni deputate all'innovazione ed allo sviluppo del business.

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