Marketing Intelligence

Il processo informativo di Intelligence a supporto delle ricerche di marketing, applicato principalmente per conoscere la composizione e le dinamiche di un particolare mercato ed il livello di competitività delle società leader

Monday, March 03, 2008

I dati 'Fortune 500' sui corporate blog: un servizio di assistenza alla clientela ancora poco diffuso


Il corporate blog é un tool di marketing, e permette alle imprese di integrare il canale web ai contact centre ed ai customer service, anzi forse consente al consumatore di avere "maggiore voce in capitolo", perchè diventa co-protagonista della relazione e può dettare i tempi del dialogo, incalzando molto di più l'impresa.

Ma quante sono le imprese che dispongono di un blog 'corporate'? Come è organizzato lo staff di supporto? Quanta fiducia viene riposta dalle imprese in questo servizio di assistenza, da non equivocare come uno dei tanti canali di comunicazione?

Alcuni numeri, recenti, sulle imprese che "credono" nel corporate blog sono pubblicati in una lista denominata "Fortune 500 Business Blogging Wiki". Si tratta di un elenco in cui sono inseriti i blog aziendali attivi, a cura del personale dell'impresa, con la missione di fornire un supporto informativo ed un'assistenza alla clientela riguardante l'offerta di prodotti e servizi (directory of Fortune 500 companies that have business blogs, defined as: active public blogs by company employees about the company and/or its products).

Se il Direct Marketing era nato come iniziativa tecnologica di supporto al marketing operativo, con l'arricchimento delle soluzioni IT in grado di raccogliere ed analizzare i dati sulla clientela e sulle "interazioni" web tra ciascun cliente e l'impresa, ora è un vero "serbatoio" di informazioni: possiamo sostenere che il canale web é indubbiamente uno spazio dove le imprese possono eseguire vere e proprie azioni di customer intelligence, un deciso aiuto alla marketing intelligence (senza comportare costi, a parte ovviamente le spese per l'infrastruttura IT e per lo staff marketing e tecnico-informatico).

Leggendo la classifica, si nota che sono comunque poche le grandi imprese (Fortune 500) dotate di un corporate blog "attivo". Se ad oggi il ritardo riguarda la maggior parte delle large enterprise, quali potranno essere le condizioni delle SME? E quando sarà recuperato il gap?

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Sunday, December 30, 2007

Understanding the blogosphere: il blog come cambiamento culturale, come fenomeno sociale, o come aspetto speculativo?

A marzo 2007 avevo pubblicato sul blog una mia riflessione critica su alcune tendenze tecnologiche, proposte con eccessiva semplicità come opportunità immediate per le aziende, quasi da cogliere istantaneamente per "produrre innovazione". La mia opinione esprimeva una generale perplessità riguardo alle applicazioni di tecnologie di comunicazione nelle imprese, in quanto le esigenze di modernizzazione sono di certo diverse, a seconda della dimensione dell'azienda, della propria organizzazione di business e produttiva, del proprio settore di appartenenza, della propria area geografica di mercato, dei propri stakeholder (clienti, partner, fornitori diretti, distributori locali ed internazionali). Ritenevo, e tuttora ne resto convinto, che l'età del web 2.0 fosse una facile magnificazione, una sorta di credenza collettiva, o peggio un fenomeno (quasi) speculativo per far tornare di moda l'eccellenza della tecnologia nei non meglio precisati "processi di business". Sono consapevole dell'importanza del mondo web, ma un pò scettico su alcune esaltazioni del progresso.

La frammentazione del sistema produttivo, le dimensioni delle imprese, la scarsa programmazione pluriennale delle aziende (in particolar modo delle PMI), rappresentano i principali limiti all'internazionalizzazione del 'sistema Italia'. In mancanza di una generale forma di innovazione, non solo tecnologica, vedevo le piccole e medie imprese vittime di un 'digital divide' a livello corporate, in quanto molte di esse sono escluse da processi di cambiamento, e quindi a maggior rischio, a causa proprio di fenomeni come la globalizzazione e l'aumento dei livelli di competizione, un pò in tutti i mercati.

Il post da me scritto ha suscitato l'interesse di Valeria Maltoni, che ringrazio per l'attenzione e soprattutto per la mail che mi ha scritto, con cui contribuisce al ragionamento. Per Valeria "il cambiamento fondamentale e la ragione per cui blog e Web 2.0 sono strumenti efficaci e richiesti e' proprio per la possibilita' che le persone hanno di avere un confronto, di dialogare con le aziende. Ma certo che in Italia questo e' ancora un fatto abbastanza impensabile".

Certamente le tecnologie della comunicazione consentono alle imprese di parlare meglio alla propria clientela, come permettono ai clienti di interrogare o criticare le aziende, e meglio di 'federarsi': da ciò consegue l'innalzamento del livello contrattuale della classe dei consumatori, che di sicuro hanno più voce in capitolo, sono cioè più consapevoli della loro forza mediatica.

Il post che avevo scritto voleva dimensionare la capacità offerta dalla tecnologia, in generale, di produrre opportunità concrete di discontinuità: sono sicuro che il nuovo web possa valorizzare le relazioni tra le imprese ed i loro stakeholder, non solo i clienti diretti, ma sono ancora più sicuro che nel Paese siano numerose, troppe, le imprese che necessitano di azioni di modernizzazione più semplice (meno tecnologica), ma di assoluto valore (più redditizia).

Il blogging é una nuova via di contatto, probabilmente si svilupperanno presto modelli di analisi return-on-investment (ROI), ed il canale del corporate blog si inserirà a titolo definitivo in nuovi framework per il marketing operativo. Gli scenari del marketing sono in continua evoluzione, e probabilmente sempre più complessi: la trasformazione non può essere letta, in modo semplicistico, come figlia del progresso tecnologico. E' la società in generale che ha assunto nuove caratteristiche, grazie ad una conoscenza sempre più diffusa (knowledge exchange), grazie ad una collaborazione ed uno scambio di idee ed opinioni (personal thinking sharing).

Alcune delle caratteristiche della società attuale sono: l'istantaneità (viviamo in una realtà sempre più interconnessa, gli individui sono sempre più interrelati l'uno con l'altro, ed alle relazioni dirette di tipo personale si sono aggiunte quelle tra mondo-business e mondo-consumer), l'attendibilità delle relazioni e dei contatti, la credibilità dei messaggi (fattore di fiducia), certamente la fluidità della comunicazione che é quasi l'elemento base per questo progresso.

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Thursday, December 27, 2007

Il personal blog é "maturo"? Il corporate blogging dovrà diversificarsi? Può servire un blog ad un docente?



Il blog é divenuto uno strumento enormemente diffuso per la scrittura di pensieri, riflessioni, messaggi, e per la collaborazione nella rete: ogni giorno cresce, infatti, la comunità dei blogger, ed il blog si afferma sempre più come modello di comunicazione e di confronto libero perchè semplice e di immediato utilizzo, quindi "pienamente alla portata di tutti". Questa accessibilità ne ha decretato, ad oggi, un'affermazione internazionale destinata ad includere tanta gente, motivandola ad entrare nella rete da protagonista.

Da strumento individuale, nato come diario quotidiano (per un uso personale, quasi "intimo"), é evoluto nella versione corporate: sono diverse le imprese, specialmente quelle multinazionali, che hanno integrato il corporate blogging nelle loro piattaforme tecnologiche di comunicazione, costituendo in alcuni casi degli staff specializzati proprio nella gestione dei contatti con la rete.

Personalmente, mi domando se il blog sia destinato ad esaurire la sua attrattività. O se, invece, possa avere ancora uno spazio di crescita, magari evolvendo non tanto nella capacità di produrre e condividere contenuti, quanto nella capacità di costituire

  • nuove reti sociali [per precise categorie di utenti],
  • nuovi network professionali [ad esempio per particolari segmenti di professionisti].
Sono portato a credere che, almeno a livello privato, cioè come piattaforma web per raccontare sè stessi, il blogging sia vicino ad una prima maturità.

All'estero ci si domanda se, ad esempio, il blog possa essere un vero aiuto ai docenti: io mi domanderei anche, ritenendo il blog in questa fattispecie di piena utilità tanto per il formatore professionista quanto per il discente, come poter organizzare i contenuti del blog. Se il blog é uno strumento di comunicazione, bisogna iniziare a verificare il suo corretto impiego, a seconda degli obiettivi di comunicazione e del target (di studenti, o di semplici visitatori) da raggiungere.

Ritengo invece, che nella linea corporate, il blog possa avere numerose opportunità di sviluppo, specialmente come "agente" per il marketing (cioè come "ascoltatore attivo", per poter osservare i consumatori e per poter interagire con la popolazione della rete, sempre più desiderosa di esprimersi, di intervenire per commentare e criticare i fenomeni della società).

Ad inizio mese alcune grandi realtà (AccuQuote, Cisco Systems, Coca-Cola, Dell, Gemstar-TV Guide, General Motors, Kaiser Permanente, Microsoft, Nokia, SAP, Wells Fargo) hanno dato il via al BLOG COUNCIL. Questo comitato si prefigge di raggiungere alcuni importanti obiettivi:

  • stabilire possibili best practice per agevolare l'utilizzo del blog (best practices > promoting corporate blogging excellence through best practices, standards, and training),
  • promuovere possibili collaborazioni (community > providing networking and partnering opportunities for leaders of the corporate blogging movement),
  • definire indicatori e sistemi di misura, per poter valutare il ritorno del canale blog (ROI > Developing metrics programs that help deliver measurable ROI from blog activities),
  • rappresentare nella rete la posizione delle grandi imprese sul blogging (advocacy > blog Council has a united voice to provide the corporate perspective in the blogosphere).

Certamente il blog é un favoloso strumento, di comunicazione-collaborazione-cooperazione. Per poter produrre un valore, deve differenziarsi: le esigenze delle grandi realtà multinazionali sono superiori a quelle delle piccole imprese locali, gli obiettivi di particolari professionisti non sono uguali a quelli di persone giovani o di studenti.

Sarà interessante vedere quali saranno gli stili di comunicazione, a seconda del tipo di blogger.

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Saturday, July 28, 2007

Il futuro del marketing nella rete é "passato" anche qui: interessante articolo del 2000 sul net-mrkt


Molto spesso il futuro si anticipa, o almeno si può comprendere come stretta conseguenza del presente, interpretando con accortezza gli eventi del passato. Tra questi, bisogna annoverare le circostanze occorse, i fatti più importanti, le opinioni e le discussioni che hanno accompagnato il succedersi degli avvenimenti. L'affermazione della rete internet é stata un processo comunicativo, non solo tecnologico e business. Ripropongo un articolo pubblicato nel 2000, come miglior occasione per riflettere su quanto discusso all'inizio dell'epoca della rete, per discutere su cosa nel "marketing della rete" si sia maggiormente concretizzato, ovviamente su cosa era atteso o comunicato come imminente, e poi non si é accaduto.

Per coinvolgere il pubblico, estrapolo dal documento alcune frasi: potrebbero incuriosire, o forse interessare un pò tutti. Ricordo che si tratta di un riferimento al passato, e nell'epoca della tecnologia e del progresso veloce, un periodo di sette anni é indubbiamente un "lungo periodo".

  • I soggetti con cui l’impresa dialoga nel mercato sono attori
  • La tecnologia abilita forme di interazione finora sconosciute
  • Lo scenario prefigurato dai sostenitori dell’one-to-one marketing, ha avuto il vantaggio di poggiare su un sistema di pratiche consolidate e su tecnologie oggi effettivamente in grado di dare un senso a grandi masse di informazioni, altrimenti impossibili da gestire in modo economico (Peppers, Rogers 1993)
  • Il ruolo degli intermediari commerciali tende a mutare verso forme innovative di gestione di comunità on line con uno spostamento sostanziale del baricentro della catena del valore dall’impresa all’utente finale
  • Il consumatore non può essere ridotto a un profilo di database
  • Il nuovo ruolo dei consumatori nel marketing interattivo
  • I consumatori capaci di organizzarsi in rete sapranno proporsi come controparti negoziali
  • La sfida competitiva lanciata dalla rete pone le imprese di fronte all’opportunità di capitalizzare il patrimonio di esperienze maturate nei diversi contesti in cui operano i consumatori

Dalla lettura del documento, e da una valutazione del contesto attuale, sono portato a credere che:

>> la conoscenza del mercato non é più esclusiva della funzione di marketing: l'impresa dovrà imparare a condividere la conoscenza e l'insieme delle idee e delle esperienze dei consumatori, stabilendo con loro il futuro dell'offerta ed il lifecycle dei prodotti;

>> il corporate blogging diventerà il canale migliore per condurre le attività di market intelligence, per lo sviluppo della relazione tra impresa e cliente: nel futuro il blog sarà, progressivamente, un mediatore, e quindi non solo uno strumento di comunicazione o un ambiente di data-gathering;

>> oltre a permettere all'impresa di accrescere la propria conoscenza (sviluppata proprio con il contributo dei principali stakeholder presenti nella rete I CONSUMATORI, i propri clienti), il blog sarà il rappresentante dinamico della corporate identity, sarà il volto interattivo a sostegno del brand.

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Saturday, July 14, 2007

Il blogging: una spinta alla creatività individuale, un marketing enabler per le aziende, o una moda transitoria?

Si é tenuta, di recente, una conferenza a Londra sulle possibili nuove idee nel marketing. Non é molto facile portare innovazione laddove questa é praticamente attesa. Anche per questa ragione, molto spesso, nelle aziende marketing e sales sono attesi al varco: le aspettative delle imprese sono numerose, e quando la pressione dei concorrenti aumenta, gli executive gradirebbero che molti dei problemi fossero magicamente risolti dalle vendite e dal marketing.

Il meeting di Londra voleva capire cosa fosse innovazione, oggi: in un periodo in cui la tecnologia internet sembra "prepotentemente" tornata in auge, al punto di affermarsi come nuova ondata del web, é giusto comprendere quale sia il valore di uno strumento di comunicazione e relazione come il blog.

Nella conferenza un intervento, "Blogging for Creative Businesses", ha permesso di trovare alcune risposte a quesiti che anche in Italia hanno acceso dibattiti non sempre conclusi con idee chiare. Certamente il blogging é un fenomeno, non so dire quanto sia transitorio, o quanto siano valide le affermazioni che lo celebrano a livello corporate come un "fattore critico di successo".

E' comunque un fenomeno, e come tale va analizzato, sebbene possa argomentare, e nel passato l'ho fatto, quali sono i dubbi che nutro su un corporate blogging che sembra tanto una moda strumentale agli interessi economici di alcuni, non necessariamente delle aziende......

Ad ogni modo, l'intervento "Blogging for Creative Businesses" sviluppato da Mark McGuinness offre diversi spunti di dibattito, all'interno di una dialettica che potrebbe svilupparsi nella rete:

- cosa é un blog
- stimare il valore di un blog
- l'importanza della conversion
- l'importanza del profilo del blogger
- il networking, la rete dei contatti
- il blog e le relazioni
- il blog di nicchia
- la posizione legale dei blog
- la "compliance" ovvero scrivere un blog nel rispetto delle regole
- la mancata conformità: cosa può comportare
- il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale
- il pericolo della diffamazione
- i rischi reputazionali

Riferimenti:
Mark McGuinness www.wishfulthinking.co.uk/blog

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Saturday, June 09, 2007

Per IDC-EMC il web é destinato a crescere, grazie all'apporto dei contenuti degli utenti: cosa possono fare le imprese?

Spesso si legge che la rete internet é cambiata, é evoluta, ma non sempre sono esplicitate le ragioni del cambiamento o sono spiegati i risultati raggiunti dai differenti fattori abilitanti. Il fatto certo é che il mondo del web di oggi non é troppo simile a quello del 1997, anzi non si dovrebbe porli in comparazione.

Cosa colpisce della rete, oggi?

Cosa interessa alla gente comune, cosa di straordinario é accaduto da coinvolgere un pò tutti?

Io stesso sono un testimone di una parte del cambiamento, la partecipazione diretta delle persone che, rispetto alla prima fase del mondo del web, ora é attiva e si lascia sempre più prendere da un coinvolgimento emotivo ed appagante.

Nel 1997, circa, il web dialogava senza rispondere (one-way-web): i siti erano statici, pubblicavano del testo, inserivano delle immagini con la preoccupazione che queste non "pesassero" troppo a danno della connettività degli utenti, quindi con il rischio che un front end ricco di contenuti potesse degradare la propria fruibilità.

Nei giorni di oggi, il nuovo web si é arricchito della partecipazione della gente (two-way-web): si sono diffusi i wiki, i blog, lo sharing dei contenuti musicali e video, più di un utente digitale da consumatore é evoluto in un private broadcaster (manca un codice di condotta, non può bastare un'autoregolamentazione).

Con Second Life e con gli "avatar" si é aperto lo scenario del prossimo web: si dovrebbero affermare i contenuti tridimensionali, dovrebbe aumentare l'integrabilità dei feed generati e si potrebbero aggregare i flussi a seconda del proprio valore semantico.

Una recente survey condotta dalla società di ricerche IDC, insieme alla società Emc, preannuncia una difficoltà del web di domani, con qualche "preoccupazione" che inizia ad affacciarsi già da oggi: la crescita continua dei blog, insieme allo sviluppo sempre più consistente degli user generated content (acronimo UGC), creerà alcune difficoltà ai progetti di analisi semiautomatica o automatica dei dati pubblicati su internet.

Prevedere il monitoring delle fonti disponibili nell'internet pubblico sarà reso più impegnativo dal possibile aumento della massa dei contenuti digitali, che sembrano "destinati" ad aumentare di circa il 57% ogni anno.

Secondo IDC dal 2010 almeno il 95% del patrimonio informativo digitale sarà destrutturato, quindi dovrebbe aumentare la complessità dell'analisi su questo tipo di dati (alle "storiche" email, ed alle notizie pubblicate sui siti, il "nuovo" web ha permesso la crescita di articoli ed ovviamente dei blog). Senza prendere in esame i file immagine e video, che aumentano di molto la difficoltà di monitorare e categorizzare i contenuti.

Le aziende sono sempre più interessate alle comunità del web, ed alla costruzione di un dialogo costante: non possono bastare sicuramente i progetti di comunicazione come il corporate blogging, un'impresa che vuole promuovere il branding dei propri prodotti sul web dovrà essere pronta a controllare le reazioni dei blog, non più solo quelle dei media tradizionali.

Puntare sul corporate blogging non vuol dire "semplicemente" comunicare: vuol dire ascoltare, registrare, rispondere per tempo ad un pubblico aperto, e sempre più attento.

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Wednesday, May 16, 2007

I blog per sviluppare il brand di un'azienda nel Web


Internet é la nuova comunicazione: il modo di parteciparvi, per un'impresa, può essere importante se non strategico. Si é passati in pochi anni da una comunicazione semplice, quasi di esistenza, ad una comunicazione sempre più interattiva che vuole non solo "catturare" il pubblico: le aziende che curano i propri blog sono desiderose di far partecipare i propri clienti, di informarli, di renderli sempre più attivi e soprattutto consapevoli della loro importanza. In questo modo un'azienda attribuisce al cliente il riconoscimento del proprio valore: lo ascolta, gli permette di interagire, crea un ambiente di connettività unico che supererà il successo dei "numeri verdi".

Le imprese che meglio sfrutteranno i servizi offerti dalla rete internet, meglio potranno posizionarsi rispetto ai loro concorrenti diretti: la loro immagine può migliorare grazie al corporate blogging, e sempre avvalendosi del web si può consolidare il valore commerciale del marchio, cioè promuovere un'azione di branding decisamente interessante.

Si cita a proposito il sito 'brandplaza':

Blog ‘n’ brand L’esplosione del blog: un’opportunità per i brand?

<<In America, dove il fenomeno blog è esploso in anticipo (tre anni fa), le imprese hanno preso al volo l’opportunità. Il blog (sia in rete internet sia in rete intranet, con obiettivi diversi ovviamente) è, in fondo, un nuovo canale di comunicazione e, quindi, uno strumento che è meglio conoscere e sfruttare nelle sue potenzialità. Un’azienda può avere molti buoni motivi per creare un blog (o più di uno). Ad esempio: il lancio di un nuovo prodotto, una nuova politica d’impresa, un’attenzione particolare a un tema specifico, comunicare in una situazione d’emergenza, avviare un dialogo con un pubblico specifico, testare nuove idee o prodotti, etc. I vantaggi del fare blog sono evidenti. Il blog è un ponte verso l’esterno con interazione immediata e senza filtri: le persone possono commentare, liberamente e subito. Le persone possono avanzare dubbi e richieste, liberamente e subito. Il blog può essere un utile strumento in più ampio programma di PR. Il blog può avvicinare l’impresa ai pubblici di interesse: la sua forza sta nel fatto che la gente sceglie di entrare nel blog e di leggerne i post. E di ritornarci se lo trova utile>>.

E' interessante l'attività promossa dalla società Triangle Direct - branding the blogOsphere: il loro market focus é proprio la progettazione della comunicazione di marketing sui canali blog.


Per approfondimenti:

> BrandForum

> Triangle Direct

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Wednesday, May 09, 2007

Evento > Blog, forum, social network e il loro impatto sulla comunicazione e sul business delle aziende

IL NUOVO POTERE DEI CONSUMATORI SUL WEB
Blog, forum, social network e il loro impatto sulla comunicazione e sul business delle aziende

L'agenda, ricca di interventi e testimonianze, si focalizzerà su argomenti quali i social media, YouTube, Second Life, il ruolo del passaparola online e le nuove frontiere dell'informazione sul web; con la presentazione di diversi casi aziendali fra cui MSN, Fiat, Gabetti, Samsung e altri.

Verranno presentati inoltre i dati della nuova ricerca realizzata in Italia sullinfluenza esercitata dai Consumer Generated Media sulla propensione allacquisto dei consumatori.


Programma

Il potere dei consumatori sul web
Panoramica dei Consumer Generated Media in Italia: blog, forum, social network
Paolo Guadagni, CEO Digital PR

Presentazione ricerca sull’influenza dei CGM sulla propensione all’acquisto
Presentazione della ricerca Infratest 2007 compiuta su oltre 5.000 utenti online
> Alberto Biraghi, Marketing Manager, Infratest TNS

The role of online word of mouth in influencing purchase decisions
> Joel Céré, Vice President NetComs Europe, London

Nuove modalità di comunicazione con i consumatori
Windows Live Messenger come strumento di marketing
> Pietro Scott Jovane, Country Manager, MSN Italia

Strumenti per monitorare i Consumer Generated Media
Insight: una piattaforma internazionale per il monitoraggio dei CGM
> Claudio Foglini, Responsabile Italia, Factiva a DowJones Company

Social media e relazioni pubbliche: come sta cambiando nel mondo la funzione delle PR
L'impatto dei nuovi media sul lavoro e il ruolo dei professionisti della comunicazione e delle PR
> Toni Muzi Falconi, senior counsel Methodos, docente alla New York University e alla Lumsa di Roma

Le nuove frontiere dell'informazione online
Come sta cambiando l'informazione alla luce dei nuovi media generati dai cittadini-utenti
> Marco Montemagno, Amministratore Delegato Blogosfere, conduttore/curatore “SKYTG24 Reporter Diffuso”, blogger.

La presenza di Gabetti su Second Life: strategie, metodi e opportunità
Quali sono le motivazioni che hanno spinto Gabetti ad attivare una presenza su Second Life e com'è stato tecnicamente possibile
> Rita Tornari, Head of Marketing, Communication & Advertising Office Gabetti Property Solutions - Matteo Penzo, Gabetti Property Solutions, Head of IT Planning & Procedures

YouTube: le più interessanti case history
YouTube è la nuova TV dove ognuno si costruisce il proprio palinsesto. Una panoramica di come è "usato" dalle aziende e di come le aziende vengono "usate"Zeno Tomiolo, Account Digital PR, Blogger

Il caso del corporate blog Quellichebravo
Il videoblog di Fiat per avvicinare i consumatori al progetto Bravo in tutte le fasi della realizzazione
> Stefano Stravato, Internet Manager Headquarter, Fiat Automobiles S.p.A.

Quando azienda e consumatore fanno marketing insieme
Essere manager e blogger che opportunità e che sfide comporta. L’esperienza Samsung con la blogosfera
> Andrea Andreutti, Samsung

Un caso estremo di Business to Business
L'esperienza di monitoraggio dei Consumer Generated Media a livello europeo nel settore business-to-business
> Sara Magliola, AER Brand Communications – Operations, CNH


Evento organizzato da: Dow Jones e Digital PR
http://www.digital-pr.it/

Giovedì 10 Maggio 2007
Hotel dei Cavalieri
Piazza Missori, 1 - Milano

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Wednesday, May 02, 2007

I vantaggi ed i rischi del corporate blogging

I blogger sono una realtà del 2007, come questo stesso blog dimostra: in questo modo si possono comunicare pensieri, riflessioni, condividere conoscenze ed esperienze (nella fattispecie legate al marketing, in particolare alla definizione ed alla conduzione di ricerche di mercato e studi precompetitivi), insomma si può aprire un dialogo anche proficuo per il mantenimento degli skill e lo sviluppo della professionalità.

I corporate blog sono un modo nuovo che può avvicinare i consumatori alle imprese: ma quali possono essere i "rischi" di un blog aziendale? e quali i vantaggi principali, quelli che dovrebbero suggerire alle aziende una maggiore attenzione al blogging?

I pericoli del blogging a livello corporate potrebbero essere i danni alla reputazione di un'impresa, unitamente ai rischi di compromissione per l'immagine: l'attenzione che dovrebbe avere un blogger riguarderà la salvaguardia del brand, il cui valore commerciale dipende anche dalla credibilità dell'impresa e dalla fiducia che in essa ripongono i clienti.

Questa ragione dovrebbe suggerire alle imprese di organizzare un piano di comunicazione che tenga conto anche del blog come canale di dialogo: il blogging sarebbe un nuovo spazio di confronto tra un'azienda e la propria clientela, quindi andrebbe ad integrare i canali "tradizionali", e conseguentemente il sistema CRM dovrebbe valutarne il significato nello sviluppare e/o stabilizzare le relazioni impresa-cliente.

Gli aspetti positivi del corporate blogging: stimolare la gente al dialogo "diretto", favorendo un'interattività forse simile alle chat, e facilitando la richiesta di informazioni o la comunicazione di pareri, anche reclami; rendere l'azienda più "simpatica", dandole un'immagine semplice e di trasparenza, di piena disponibilità al pubblico; la possibile semplificazione della relazione, magari promuovendo blog dai contenuti specializzati in alcune ore per fascia di età o per profilo di consumatore.

Certamente il corporate blog "ringiovanisce" l'impresa, e la proietta anche in una dimensione più tecnologica: oltre a consolidare le relazioni con la clientela già acquisita, un blog aziendale potrebbe anche comunicare l'innovazione organizzativa e tecnologica della società.

L'importante per il blogger sarà il mantenimento della spontaneità che si trova nella maggior parte dei blog personali, in modo da "umanizzare" il canale. Inoltre la tutela del marchio, e la difesa degli interessi aziendali, per proteggere il brand e la proprietà intellettuale e di knowhow.

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