Marketing Intelligence

Il processo informativo di Intelligence a supporto delle ricerche di marketing, applicato principalmente per conoscere la composizione e le dinamiche di un particolare mercato ed il livello di competitività delle società leader

Saturday, June 09, 2007

Per IDC-EMC il web é destinato a crescere, grazie all'apporto dei contenuti degli utenti: cosa possono fare le imprese?

Spesso si legge che la rete internet é cambiata, é evoluta, ma non sempre sono esplicitate le ragioni del cambiamento o sono spiegati i risultati raggiunti dai differenti fattori abilitanti. Il fatto certo é che il mondo del web di oggi non é troppo simile a quello del 1997, anzi non si dovrebbe porli in comparazione.

Cosa colpisce della rete, oggi?

Cosa interessa alla gente comune, cosa di straordinario é accaduto da coinvolgere un pò tutti?

Io stesso sono un testimone di una parte del cambiamento, la partecipazione diretta delle persone che, rispetto alla prima fase del mondo del web, ora é attiva e si lascia sempre più prendere da un coinvolgimento emotivo ed appagante.

Nel 1997, circa, il web dialogava senza rispondere (one-way-web): i siti erano statici, pubblicavano del testo, inserivano delle immagini con la preoccupazione che queste non "pesassero" troppo a danno della connettività degli utenti, quindi con il rischio che un front end ricco di contenuti potesse degradare la propria fruibilità.

Nei giorni di oggi, il nuovo web si é arricchito della partecipazione della gente (two-way-web): si sono diffusi i wiki, i blog, lo sharing dei contenuti musicali e video, più di un utente digitale da consumatore é evoluto in un private broadcaster (manca un codice di condotta, non può bastare un'autoregolamentazione).

Con Second Life e con gli "avatar" si é aperto lo scenario del prossimo web: si dovrebbero affermare i contenuti tridimensionali, dovrebbe aumentare l'integrabilità dei feed generati e si potrebbero aggregare i flussi a seconda del proprio valore semantico.

Una recente survey condotta dalla società di ricerche IDC, insieme alla società Emc, preannuncia una difficoltà del web di domani, con qualche "preoccupazione" che inizia ad affacciarsi già da oggi: la crescita continua dei blog, insieme allo sviluppo sempre più consistente degli user generated content (acronimo UGC), creerà alcune difficoltà ai progetti di analisi semiautomatica o automatica dei dati pubblicati su internet.

Prevedere il monitoring delle fonti disponibili nell'internet pubblico sarà reso più impegnativo dal possibile aumento della massa dei contenuti digitali, che sembrano "destinati" ad aumentare di circa il 57% ogni anno.

Secondo IDC dal 2010 almeno il 95% del patrimonio informativo digitale sarà destrutturato, quindi dovrebbe aumentare la complessità dell'analisi su questo tipo di dati (alle "storiche" email, ed alle notizie pubblicate sui siti, il "nuovo" web ha permesso la crescita di articoli ed ovviamente dei blog). Senza prendere in esame i file immagine e video, che aumentano di molto la difficoltà di monitorare e categorizzare i contenuti.

Le aziende sono sempre più interessate alle comunità del web, ed alla costruzione di un dialogo costante: non possono bastare sicuramente i progetti di comunicazione come il corporate blogging, un'impresa che vuole promuovere il branding dei propri prodotti sul web dovrà essere pronta a controllare le reazioni dei blog, non più solo quelle dei media tradizionali.

Puntare sul corporate blogging non vuol dire "semplicemente" comunicare: vuol dire ascoltare, registrare, rispondere per tempo ad un pubblico aperto, e sempre più attento.

Labels: , , , , ,

Saturday, May 12, 2007

Le imprese ed internet: non solo comunicazione ed interattività, anche protezione del brand e della reputazione aziendale

Negli ultimi mesi il contenuto generato dagli utenti (User-Generated Content, o semplicemente UGC) é cresciuto, insieme al numero dei blog: é ormai affermato il web come canale di relazione, internet é diventato un modello di comunicazione sociale. Con esso si é affermato anche il concetto di democraticità della rete, intesa come un luogo "libero" dove si possono promuovere dibattiti, pubblicare riflessioni personali, scambiare opinioni. Tutta la comunicazione prodotta può influenzare l'opinione pubblica, al punto che internet potrebbe ragionevolmente mettere in crisi il sistema dei mass media tradizionali, ad iniziare dai quotidiani e dai magazine cartacei.

Una ricerca commissionata dalla European Interactive Advertising Association (EIAA) aveva già attestato l'importanza della rete internet, al punto che un'evidenza emersa chiariva proprio l'importanza del web come sistema di riferimento per i consumatori interessati ad informarsi rapidamente prima di acquistare un prodotto. L'interattività era ritenuta fondamentale dai navigatori in internet per eseguire numerose ricerche, in tempi abbastanza rapidi. Lo studio promosso dall'EIAA quindi "anticipava" il valore strategico della rete per le imprese, come canale sempre più affidabile a giudizio della gente.

Ma il progressivo avvicinamento dei consumatori al web deve anche far riflettere le stesse aziende: é certamente vero che il posizionamento migliore nel web, in termini di contenuti e servizi, consente ad un'impresa capace di costruire una buona immagine e di poter "attrarre" sul proprio sito un numero interessante di visitatori. Ma é anche vero che le aziende dovrebbero tutelare il proprio brand e soprattutto impegnarsi a proteggere la propria reputazione, asset intangibile da cui dipendono innegabilmente le relazioni con i mercati.

Esistono da molto tempo le tecnologie per monitorare i contenuti della rete, impiegabili da parte delle aziende in progetti di competitive intelligence, ad esempio per individuare possibili concorrenti o per "controllare" quelle imprese che appartengono al medesimo raggruppamento strategico, cioè che "lottano nello stesso mercato". Le stesse tecnologie, su tutte il text mining e la "content intelligence", possono essere impiegate per difendere la reputazione aziendale: ogni impresa potrebbe controllare i contenuti digitali
- misurando ed analizzando le notizie pubblicate prima e dopo alcuni comunicati societari,
- studiando come i media commentano le strategie e la loro attuazione,
- osservando come i consumatori giudicano la stessa impresa, ad esempio le sue pubblicità, i suoi prodotti, il servizio di assistenza alla clientela, le politiche di prezzo.

Le imprese dovrebbero fare attenzione alle opinioni dei consumatori, non solo perchè queste sono fondamentali per il valore di marketing e per la fidelizzazione della clientela, ma anche perchè un clima ostile se non diffamatorio potrebbe arrecare un considerevole danno al titolare del marchio, di cui potrebbe esser messa in serio pericolo la reputazione.

E' giusto che ogni azienda pianifichi la propria comunicazione di marketing, investendo per progettare ed eseguire campagne promozionali multi-canale differenziate per target, ma sarebbe altrettanto giusto che una parte degli investimenti fosse destinata alla salvaguardia del brand: le tecnologie attuali consentirebbero alle imprese di studiare ancora meglio la propria clientela, rafforzando il sistema di relazioni con i consumatori, ma anche di conoscerne meglio le opinioni, anche quelle più critiche, purchè giuste o correttamente sostenute.

Si parla molto del marketing virale: la pericolosità della comunicazione in rete dipende proprio dalla possibile diffusione di messaggi lesivi della reputazione aziendale e della credibilità del proprio management, della propria struttura organizzativa, dell'affidabilità della propria offerta.

Labels: , , , , , , , ,

Saturday, May 05, 2007

Meeting > Il controllo delle spese in pubblicità

Segnalo una conferenza Somedia (10 maggio 2007, Milano) sul controllo delle spese in pubblicità: le prospettive dell’ADVERTISING AUDITING

Programma in breve
  • Nuovi strumenti di verifica delle spese per la pianificazione media
  • I modelli organizzativi per ridurre i tempi di lavoroe migliorare l’efficienza del rapporto fra utenti e agenzie
  • Le gare nel settore della comunicazione: punti critici e scenari evolutivi
  • Auditing della creatività e controllo dei costi di produzione
  • Advertising e controllo qualità
  • I contratti fra utenti pubblicitari e agenzie: aree di miglioramento, remunerazione e incentivazione

Per informazioni: http://www.somedia.it/conference/show/conf/1683

Labels: , ,