Marketing Intelligence

Il processo informativo di Intelligence a supporto delle ricerche di marketing, applicato principalmente per conoscere la composizione e le dinamiche di un particolare mercato ed il livello di competitività delle società leader

Tuesday, August 05, 2008

Il Portale turistico della Regione Sardegna: chiaro, semplice, essenziale, soprattutto funzionale alla promozione del brand Sardegna


La Sardegna si conferma tra le mete dei turisti italiani, anche se con un calo degli arrivi. In Italia sembra essere l'unica regione che nel corso degli ultimi anni è stata capace di aumentare la propria visibilità a livello internazionale e contemporaneamente migliorare il proprio sistema di offerta, anche grazie all'utilizzo dei canali internet.

Non valutando la regione Trentino Alto Adige, che "da sempre" è innovatrice, quasi per definizione, considero la comunicazione web del portale turistico della Sardegna la più semplice e soprattutto immediata: internet non è più un ambiente di pubblicazione di contenuti digitali, é divenuto una piattaforma operativa, ne consegue che un portale turistico deve essere in grado di offrire al pubblico "navigante" servizi informativi aggiornati e strumenti per definire e correggere "la rotta", specialmente se si tratta di un pubblico desideroso di visitare la regione e di costruirsi autonomamente il proprio viaggio e soggiorno.

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Saturday, June 21, 2008

Interrogativi sul web e sul senso dell'innovazione

Mentre ci si interroga se sia già tramontata l'era del web 2.0, oppure se non sia già prossima alla decadenza la "blogosfera", o se Secondlife (r)esista e per quanto, mi sembra che siano pochi quelli che si pongano una serie di domande ancora più semplici, ma a mio avviso di enorme significato:

-il web é ancora così innovativo?
-la rete quanto può, in termini di business, progredire ulteriormente?
-internet vale più per le comunità B2B, o si caratterizzerà per il B2C?
-oggi, per una qualsiasi impresa, "stare nella rete" cosa deve significare?
-l'interattività fornita dagli strumenti web e dalle logiche di marketing potrà essere potenziata?

Nella rete esistono milioni di siti, sono il risultato della progressiva affermazione del web come canale informativo (prima era) e poi come strumento dispositivo (seconda era): il passaggio dal web classico al web 2.0 é stato segnato, senza alcun dubbio, dalla maggior interattività e dalla costituzione di reti "sociali", in cui la gente comune non solo partecipa, ma grazie alla celebrazione della cooperazione si raggiungono interessanti spazi di collaborazione e si sviluppano contenuti in grado di rappresentare la popolazione (o alcuni segmenti particolari).

Il progresso ha dimostrato come il web sia passato dall'essere una piattaforma di comunicazione ad un ambiente di inclusione, da un sistema tecnologico ad un sistema di business e, nell'ultimo periodo, ad un sistema sociale.

In questo cambiamento, neppure troppo lungo, numerose imprese non hanno modificato la propria presenza nella rete: perchè?

Se la rete é innovativa, di per sè, come mai solamente le multinazionali e le imprese maggiori hanno compreso il valore del nuovo web? come mai la maggior parte delle piccole e delle medie imprese proseguono a mantenere siti web e NON applicazioni web?

Eppure, già dal 2005 si parlava - a livello internazionale - dei nuovi criteri di modeling di interazione, si conoscevano le tecniche proprie del web 2.0, e sicuramente già dal 2006 venivano annunciate le applicazioni interattive e nelle conferenze si spiegavano i significati delle Rich Internet Application nelle relazioni marketing e commerciali (tra le imprese e tra un'impresa e la propria clientela). Ora, a metà del 2008, in Italia sembra finalmente affacciarsi la domanda di conoscenza sulle applicazioni web "di nuova generazione".

Non troppo provocatoriamente, visti i ritardi con i quali in Italia "importiamo" le tecnologie e le metodologie con cui poter utilizzare - al meglio - il progresso ICT, suggerisco di leggere un post pubblicato su un blog, per domandarsi quale possa essere il significato di un progetto web, e come curare il ridisegno delle applicazioni internet di un'impresa.

Are you looking to generate leads?
Are you looking to generate more site traffic in which you sell ads?
Are you looking to increase sales?
Are you looking for visitors to download information?
Are you looking for visitors to find information to assist in an offline purchase?
Are you looking for visitors to find support information?
Are you looking at running an affiliate site?

Il blog da me indicato é curato dagli esperti della EMG:
http://www.earthboundmediagroup.com/


Infine, per rimanere sul senso dell'innovazione, torno a consigliare il libro scritto dal Prof. Stefano Epifani, di cui avevo pubblicato una recensione: spesso nel nostro Paese si tende ad equivocare, anche grossolanemente, il valore dell'innovazione, e si intraprendono varie iniziative in cui non sempre si cerca di ORGANIZZARE il cambiamento. Troppo spesso, purtroppo, e ne possono essere un esempio anche i siti web e le scarse applicazioni aziendali in rete, il progresso é mascherato dalla semplice implementazione delle tecnologie "di grido", senza curare la loro selezione in un più ampio percorso strategico.

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Saturday, September 01, 2007

Come studiare i risultati di una campagna pubblicitaria condotta nel web 2.0

Il "nuovo" web é sempre più una rete, cioè consente di aggregare varie risorse e di collegare tra di loro numerosi utenti, in funzione dei loro interessi, ruoli "assunti" in internet, e comportamenti sostenuti durante il loro surfing, che sia per motivi professionali o personali.

La rete si é rafforzata, e questo é un fatto palese, grazie agli strumenti della fase 2.0, su tutti i personal blog, wiki, feeds Rss, le stesse comunità trasformate in mondi virtuali (non sempre così decisivi, come second life).

Da alcuni mesi gli esperti di comunicazione, come Goetz, vanno sostenendo la necessità di ridiscutere i paradigmi dell'advertising sul web, anche per superare definitivamente i canali promozionali ormai "tradizionali".

La domanda, forse, di base é: come dialogare con gli utenti del web 2.0? come e cosa comunicare ai consumatori 2.0? cioè come può un'impresa sostenere il proprio brand e sviluppare le decisive campagne di pubblicità, per posizionare ovunque un nuovo prodotto?

La risposta é difficile da trovare, ed il blog marketing-intelligence si può solamente limitare a porsi l'interrogativo sul modello ideale per la comunicazione pubblicitaria, in considerazione del ruolo del web rispetto ai consumatori.

Può aiutare nell'interpretazione del nuovo web una presentazione interessante, disponibile su Slideshare, di cui si è occupato il blog IAB - http://iab.blogosfere.it/:

Il contributo, a cura di Jason D. Schwartz (jason@robberbaronmusic.com), analizza una campagna eseguita per conto della CAMPARI, che ha permesso di raggiungere diversi target sfruttando molti ambienti del web 2.0, come un sito Flash, un profilo MySpace, un profilo Flickr, un contenuto diffuso attraverso YouTube (broadcasting).

Come ben anticipato su IAB, "la presentazione vuole approfondire come l'attuale popolarità delle applicazioni web 2.0 possano essere applicate e utilizzate dai brand per creare un collegamento più profondo con il consumer".

Sono molto interessanti i risultati, commentati ed interpretati da Schwartz.

Segnalo infine la parte di presentazione che esamina le modalità di ricerche sui vari network: é utile per comprendere come sia necessario adattare i modelli abituali di market research.

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Tuesday, June 05, 2007

La comunicazione aziendale e la protezione del brand

L'affermazione del canale internet ha "stravolto" la comunicazione aziendale, inducendo le imprese a riorganizzare i propri uffici marketing e pubbliche relazioni. Allo stato attuale, un'azienda intenzionata a farsi conoscere ed a conoscere la propria clientela, non solo costruisce i migliori contenuti per il proprio sito, ma avvia i lavori per la definizione e la pubblicazione di un corporate blog. In questo modo si pone in comunicazione continua con il proprio mercato, e può avere significativi benefici da questa forma di relazione diretta.

Il web però ha anche cambiato la comunicazione di marketing, differenziando i contenuti da promuovere: la comunicazione può infatti avere connotazioni istituzionali, può fornire informazioni aziendali, può descrivere una gamma di prodotti e spiegare i servizi accessori, può informare riguardo ad eventi, partecipazioni a convegni, sponsorizzazione di manifestazioni, può annunciare programma di partnership.

Il sito dell'impresa consente di trasmettere a diversi interlocutori messaggi semplici e/o complessi, a seconda dell'obiettivo della comunicazione ed in funzione del pubblico destinatario. Una complessità dell'informazione digitale é accentuata dalla velocità con cui bisogna produrre e distribuire le notizie, la stessa rapidità con la quale i dati sono acquisiti ed elaborati dalle funzioni aziendali incaricate.

Un'impresa che comunica abitualmente in rete, ed é attenta ad informare i propri stakeholder interni ed esterni, si trova nella condizione di dover programmare la comunicazione, qualunque essa sia, e di doverla "certificare", specialmente se si tratta di un'azienda quotata in un mercato finanziario regolamentato. Questa esigenza é sempre più accentuata dalla "protezione" di valori non tangibili come il marchio e la reputazione: proprio la comunicazione prodotta e distribuita nella rete può andare incontro a situazioni di rischio necessariamente da prevedere, in modo da limitare al massimo possibili impatti a danno del brand e dell'immagine, asset immateriale che iniziano a "fare la differenza".

Le aziende devono fare attenzione alle informazioni che le riguardano, e quindi consultare di continuo i siti web dei consumatori, i blog, le newsgroup, i magazine elettronici, i forum tematici. Ma devono anche controllare, con molto rigore, quanto producono e diffondono, e cercare di capire (possibilmente) chi nella rete le osserva e può intervenire con commenti negativi, denigratori, ingiuriosi o calunniosi.

La complessità della comunicazione può richiedere un attento presidio, e proprio allo scopo di proteggere la reputazione ed i vari marchi commerciali, un'impresa può organizzare un progetto di riforma delle funzioni di comunicazione aziendale e pubbliche relazioni: puntando ad una unificazione delle responsabilità, quasi un accentramento dei compiti, l'azienda agevola la collaborazione interna e semplifica alcuni processi di produzione e validazione dei dati e delle notizie destinate ai pubblici esterni (mercati, revisori certificatori, azionisti, fornitori, partner commerciali, clienti).

La sovrabbondanza dei contenuti della rete non solo provoca uno "stordimento" a chi vuole sviluppare ricerche on-line: può esporre le aziende, con danni reputazionali dagli effetti non facilmente prevedibili e quantificabili. Il presidio della comunicazione può essere una riforma semplice da attuare, e particolarmente strategica.

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Thursday, March 22, 2007

Estetica & suggestione: una sola immagine può creare valore?


L'immagine certamente affascina, anche se il valore della bellezza é espressa dalla natura, da un paesaggio incantevole.

Potrebbe bastare la foto, insieme a poche righe di commento, e magari una breve descrizione del posto, forse pochi elementi potrebbero attrarre i visitatori di un sito.

Nel 1995, probabilmente, questa semplicità di progetto sarebbe bastata per un piano di promozione di un territorio.

Oggi, in un mondo "globalizzato", dove realmente si muovono flussi di persone, la pubblicità richiede l'adozione di tecniche più evolute di comunicazione, ma ancora di più necessita di una visione strategica.

Dietro a questa fotografia, di rara bellezza, é presente una cultura di marketing: sono disponibili servizi per privati e per operatori turistici, le analisi sui visitatori della zona proposta e sulla loro soddisfazione, la valutazione dell'offerta da un punto di vista qualitativo e quantitativo, la strategia per i prossimi anni.

Questa cultura, probabilmente, é poco affermata in Italia. E' questa una seria mancanza del Paese, il mancato governo strategico del settore turistico.

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Friday, February 23, 2007

Web 1.0 - Web 2.0 - Web 3.0 - Web x.0 ?


Nel 2002 un interessante articolo pubblicato sul sito Tecnoteca presentava le difficoltà delle tecniche linguiste applicate ai sistemi informativi internet, anticipando quelle che sarebbero state le insidie sull'affermazione del web semantico:

"Estrazione automatica di informazione semanticamente significativa dal Web. Il Web Semantico porterà alla rete Internet il significato, rendendo possibile per gli agenti web la comprensione dell'informazione contenuta nella rete. Tuttavia, le tendenze correnti non sembrano supportare l'ipotesi che il web semantico possa essere adottato in pochi anni a venire. In questo senso, l'estrazione di informazioni significative dal web diventa un handicap per gli agenti web. In questo articolo, presentiamo un ambiente per l'estrazione automatica di informazione semanticamente significativa dal web attuale. La separazione del processo di estrazione dalla logica operativa dell'agente assicura un incremento della modularità, dell'adattabilità, e manutenibilità del sistema. Il nostro approccio è nuovo in quanto combina differenti tecnologie per l'estrazione dell'informazione, per la navigazione del web e per l'adattamento automatico a cambiamenti del web".

Gli autori di Tecnoteca avevano letto e tradotto un documento redatto da Rafael Corchuelo, José Luis Arjona, e Miguel Toro, "Automatic Extraction of Semantically-Meaningful Information from the Web ".

Rispetto al 2002, certamente nel mondo del web e nella generale evoluzione dell'IT, i sistemi di gestione dei contenuti (Content Management) e le applicazioni di ricerca dei dati (motori web) si sono affermati, favoriti anche dal successo di alcuni standard.

Nel mondo del web x.0, potrebbe essere già in uno stato avanzato il livello 3.0: in Italia non sembra che qualcuno se ne sia accorto, anche perchè chi "interviene" commentando la diffusione delle nuove tecnologie vede quasi esclusivamente le affermazioni di tipo sociale. Partendo da questo tipo di approfondimento, la maggior parte dei commentatori corre il rischio di escludere tutte le possibili applicazioni enterprise della tecnologia web 3.0, omettendo di citare le applicazioni per le corporate.

Non può essere solo il Corporate Blog una testimonianza del valore del web 2.0, sarebbe decisamente riduttivo parlare solo del blog come utilizzo "moderno" in chiave industriale del web.......
Link:
Source per prelavare il documento in formato .pdf:
technorati tag: semantic web ricerche web 1.0 2.0 3.0 x.0

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Monday, February 19, 2007

PMI.it: un sito utile per le piccole e medie imprese

Segnalo un sito decisamente interessante per le PMI nazionali, www.pmi.it. Nel sito sono disponibili numerose informazioni ed indicazioni, utile per le imprese italiane che desiderano avvicinarsi al "mondo" del marketing, dell'analisi della competitività aziendale, dell'IT applicato al supporto dei processi di gestione della clientela e della promozione pubblicitaria.

Tra le varie sezioni del sito, due si distinguono per la particolare utilità:
  1. tutorial > contiene consigli su come utilizzare alcuni software di office automation
  2. white paper > contiene studi e ricerche sulla tecnologia e sull'implementazione dell'IT

In tema CRM, due link interni in particolare:

Il primo consente di consultare una recente ricerca sui ritorni aziendali post CRM, il secondo porta ad una pagina dedicata alle varie piattaforme IT che consentono la gestione della clientela e la "registrazione" delle sue relazioni con l'impresa.

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Saturday, February 17, 2007

Risorse marketing - integrazione

Segnalo altre fonti web per indicare o, suggerire, possibili vie di confronto con il marketing estero.

Si tratta di due indirizzi web che contengono importanti riferimenti a risorse per il marketing disponibili sulla rete:

un indice a cura del prof. Syed Tariq Anwar (meta-index)
Marketing & International Business Resources
(Marketing & International Business Links)
http://wtfaculty.wtamu.edu/~sanwar.bus

Emerald
http://www.emeraldinsight.com
(é necessario effettuare la registrazione per poter accedere ai contenuti)

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