Marketing Intelligence

Il processo informativo di Intelligence a supporto delle ricerche di marketing, applicato principalmente per conoscere la composizione e le dinamiche di un particolare mercato ed il livello di competitività delle società leader

Thursday, December 27, 2007

Intervista a Simone Lovati - ADVBOUCLE & PARTNERS (parte 2)

Prosegue l'intervista di marketing-intelligence al presidente e socio fondatore di ADVBOUCLE e PARTNERS.

Ing. Lovati, come giudica la sua esperienza professionale di consulente di marketing strategico, “al servizio delle imprese”?

Ricca di soddisfazioni, una esperienza molto interessante che mi ha permesso di intervenire in alcune società clienti in un modo superiore alle stesse aspettative degli imprenditori che mi avevano contattato ed affidato un incarico indubbiamente impegnativo. Spesso ho “superato” il modello di consulenza esterna, contribuendo a cambiare l’approccio culturale delle aziende: anche in società piccole, si può riuscire ad intervenire con modelli organizzativi e linee guida pluriennali. In alcune società medio-grandi, il senso di ampia soddisfazione è motivato dalla mia appartenenza al consiglio di amministrazione: ciò dimostra come gli interventi di ricerca precompetitiva, di pianificazione strategica e di sviluppo dei servizi possano sviluppare un feeling, determinante, tra consulente e cliente. Per completare la risposta al suo quesito, posso e voglio sottolineare quanto sia importante per cambiare mentalità nelle imprese, proprio la costituzione di quel senso di fiducia che deve avvicinare il cliente ed il consulente: può essere la via per portare a frutto la consulenza di marketing strategico anche nelle piccole imprese, oltre che nelle medie imprese.

Le ragioni della consulenza: può fornire i motivi di valore?

Sono molteplici: per costruire il lancio di un nuovo servizio/prodotto, in cui non mi stancherò mai di avvertire i clienti con un mio motto: “studiare prima di fare”. Sono, infatti, decisamente convinto dell’importanza di un approccio analitico in tutte le realtà produttive, prescindendo quasi dalle dimensioni e dal volume degli affari. Se fosse minore in tutte le imprese l’approccio sperimentale, ed assumessero il loro pieno significato le ricerche di mercato, gli studi di marketing quantitativo, le azioni di rilevamento dei dati che riguardano la clientela ed i concorrenti, probabilmente le società italiane ne guadagnerebbero in competitività.
Le ragioni primarie che dovrebbero spingere un imprenditore a rivolgersi ad una società di consulenza di marketing strategico sono proprio queste: la volontà di assicurare la migliore affermazione sul mercato, il desiderio di migliorarsi continuamente, ed una visione di successo che non si limita affatto all’offerta attuale, ma tende al futuro con un programma di espansione il più possibile dettagliato.
La consulenza serve per consentire a tutte le imprese, specialmente a quelle non troppo strutturate in varie funzioni aziendali, di poter aumentare il proprio livello di affidabilità e la propria capacità competitiva: la società ADVBOUCLE e PARTNERS è focalizzata sulla consulenza strategica, la sua missione è esclusivamente quella di caratterizzare le proprie imprese clienti con una programmazione pluriennale che possa avvicinare la produzione e l’offerta alla domanda attuale ed a quella prevista, quindi introdurre o gestire in modo più opportuno la capacità di produzione attraverso un programma di medio-lungo termine.
La consulenza è vera, e produce un valore unico, quando indirizza, quando fornisce delle linee guida chiare: quando, per dirla in termini estremamente inequivocabili, aggiunge intelligenza nelle organizzazioni.

Come stabilire una collaborazione, in tempi brevi?

Ponendosi come obiettivo la costruzione di un rapporto fiduciario, in grado di crescere nel tempo. Sarà ovvio, ma mi preme evidenziare la questione fiducia: si tratta di un aspetto indispensabile, che accresce col perdurare del tempo, e deve partire in modo graduale. Personalmente, quando mi presento ai clienti, cerco di farmi conoscere proponendomi senza alcuna fretta, quasi partendo da “piccoli progetti”.

Presenti la società ADVBOUCLE: come può descriverla, brevemente?

ADVBOUCLE è una società specializzata solo nella consulenza strategica e nel marketing: questa precisa focalizzazione è il fattore distintivo, che determina il successo delle nostre iniziative. ADVBOUCLE vuole essere “ingaggiata” per aiutare il cliente a costruire il proprio futuro, vogliamo essere di aiuto per realizzare delle strategie concrete.
Siamo 5 risorse, il nostro modello operativo è unico: ci avvaliamo di un network internazionale di circa 300 consulenti, la maggior parte senior.
In questo modo aggiorniamo la nostra cultura, acquisendo la conoscenza di esperienze e best practice internazionali, e la arricchiamo grazie ad un programma di knowledge management attraverso cui la diffondiamo nel nostro network. ADVBOUCLE cresce veramente con la continua specializzazione dei propri consuenti.

Come vede il futuro della vostra società?

Nella rete! Grazie ad un coordinamento metodologico ed operativo, un vero e proprio modello cooperativo, possiamo sviluppare nuovi servizi ed aumentare la copertura geografica. La nostra sfida è semplificare il processo ricorrendo ad un lavoro sincronizzato, a distanza. Il coordinamento è reso possibile da una particolare metodologia e da una strumentazione adeguata, un software di project management in grado di “far lavorare a distanza” specialisti di Paesi differenti, ciascuno con particolari skill. Il nuovo branding della società di consulenza vorrà proprio affermare l’identità internazionale di ADVBOUCLE.

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Friday, December 21, 2007

Intervista a Simone Lovati - ADVBOUCLE e PARTNERS (parte 1)

Marketing Intelligence intervista l'Ing. Simone Lovati, consulente in marketing strategico, presidente e socio fondatore di ADVBOUCLE e PARTNERS. Il confronto é particolarmente interessante, in quanto consente di comprendere come una società italiana, specializzata nella pianificazione strategica di marketing, possa supportare le imprese (specialmente quelle di medie dimensioni, o le piccole società "di nicchia") per la loro crescita, non solo nel mercato domestico.

Ing. Lovati, quale é il significato dell’innovazione?
Rispondo con un'esperienza professionale di più di 10 anni di consulenza. L'innovazione in Italia, per fortuna, é maggiore di quello che si possa comunemente immaginare. Ho riscontrato diversi casi di vera innovazione nel settore manifatturiero, dove alcune aziende nazionali hanno raggiunto progressi fondamentali capaci di decretarne un successo notevole, importante. Di solito si crede che l'innovazione sia un cambiamento veloce, magari "semplificato" dall'adozione delle tecnologie, non necessariamente le sole tecnologie informatiche. A mio avviso, innovare non vuol dire, se non in casi particolari, "rivoluzionare". Innovare significa predisporsi ad un processo di miglioramento continuo, finalizzato a raggiungere obiettivi differenti, in tempi differenti. Questa predisposizione deve essere indirizzata e costantemente controllata, il ruolo del consulente é proprio quello di aiutare l'impresa cliente nel mantenimento della rotta: non bisogna credere che un "disegno", per quanto possa essere strutturato, possa bastare. La consulenza serve per comprendere cosa possa essere utile, ma serve anche per verificare che le azioni apportino correttivi e miglioramenti reali, misurandone gli effetti frequentemente.

Come le piccole e le medie imprese sognano, vivono la loro innovazione?
Talvolta accontentandosi, quasi, dei risultati raggiunti, senza brevettare le proprie innovazioni-chiave: purtroppo, in mercati sempre più "globalizzati", o comunque in settori dove la pressione internazionale può ridurre, anche in tempi brevi, leadership affermate, le imprese senza brevetti rischiano maggiormente. Consiglierei alle aziende italiane una maggior protezione della proprietà industriale, una più decisa salvaguardia dei propri marchi, dei propri brand, dei propri prodotti.
Questa diffusa "ignoranza" riguardo ai brevetti concorre, purtroppo, ad indebolire il posizionamento competitivo delle imprese, specie di quelle piccole. E' pur vero che brevettare costa. Forse i brevetti non sono alla portata delle piccole aziende.

Mi aiuti ad interpretare, possibilmente, le ragioni alla base della confusione generale sul marketing
Premetto: spesso nelle imprese, non solamente in quelle piccole, sembra regnare la sola pianificazione di breve periodo: inoltre ho riscontrato una predisposizione all'operatività, rispetto all'approccio scientifico, che sembra quasi teorico. Detto questo, un pò per testimoniare di come, purtroppo, sia equivocato il senso della cultura di marketing, passo a rispondere. In Italia chiunque dice la sua riguardo al marketing. Nelle piccole imprese, spesso, è una responsabilità affidata ai figli: potrebbe essere vista come una semplificazione generazionale. Ma anche nelle imprese più grandi, il marketing é poco considerato: talvolta é inteso come non necessario, talvolta é relegato vicino l'idea pubblicitaria. Per la maggior parte degli imprenditori, o almeno per una discreta parte, non vorrei passare per esagerato, sono veramente importanti lo stabilimento produttivo e la rete commerciale. Di conseguenza il marketing é visto, anzi conosciuto, esclusivamente per la funzione operativa. E spesso nelle imprese il marketing operativo é privo di basi, senza un metodo di analisi associato.

Potremmo quasi sostenere che, tra le cause che limitano il marketing, ci siano la pubblicità e la comunicazione: queste predominano lo scenario, contribuendo ad “offuscare” il ruolo del marketing?
Probabilmente si, le imprese sono alla ricerca di migliori performance finanziarie, e gli imprenditori non sempre sono disposti a delegare a funzioni differenti dalla produzione la responsabilità del successo futuro. Il marketing é chiamato in causa, principalmente, per far conoscere meglio l'azienda, la sua offerta, e magari far conoscere alcune persone che nella società rivestono un ruolo, quindi hanno un prestigio o comunque una particolare importanza.

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Sunday, February 11, 2007

La consulenza di marketing diventa un fenomeno di Outsourcing

Una recente ricerca condotta dalla società Datamonitor annuncia la crescita del mercato dei fornitori di servizi di marketing, cioè la maggiore affermazione delle società di consulenza che intervengono nei processi di innovazione e pianificazione per conto delle imprese loro clienti.

Si tratta del mercato IT, cioè l'offerta di piattaforme di analisi dei dati, di conservazione e distribuzione delle informazioni, dei sistemi di business intelligence.
Il settore é chiamato MSP: marketing services provider, e raggruppa le società tecnologiche con un'offerta caratteristica per le funzioni aziendali di marketing.
Spesso questi provider IT non si limitano alla sola fornitura dell'infrastruttura tecnologica di base: sono coinvolti in progetti di notevole importanza, con l'obiettivo di elaborare i dati in possesso dell'ufficio di marketing (tipicamente i sistemi CRM), per svilupparne una nuova intelligenza; questa crescita consiste, appunto, nella creazione di quella conoscenza utile per migliorare la valorizzazione della clientela e poter, meglio, pianificare e controllare le strategie aziendali di medio-lungo periodo.

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